Bilancio energetico 2017, coro unanime da Pd e Bertucco: «Bisogna fare di più»

Secondo il capogruppo Pd della Quinta Circoscrizione Michele Bresaola, il Comune potrebbe «risparmiare centinaia di tonnellate di emissioni di CO2 obbligando i negozi a mantenere chiusi i battenti degli accessi pubblici»

energia e ambiente - immagine di repertorio

Con delibera numero 38 del 19 Luglio 2018 il Comune di Verona ha aderito al nuovo patto dei sindaci europei (Paesc) che fissa obiettivi sempre più stringenti sul contenimento delle emissioni di gas serra, in particolare dell’anidride carbonica che dovrà scendere entro il 2030 del 40% rispetto ai livelli registrati nel 2006.

Recentemente è appena stato approvato il bilancio energetico riferito all’anno 2017. In merito è intervenuto il consigliere di opposizione Michele Bertucco: «Il bilancio energetico ci dice che il vecchio obiettivo del Paes (-20% sul 2006 entro il 2020) non verrà mai raggiunto. Siamo infatti fermi attorno al 5% di riduzione se consideriamo le emissioni di CO2 nel suo complesso, incluse dunque quelle delle industrie che proprio nel 2017 hanno conosciuto una forte riduzione a causa della crisi economica, mentre siamo fermi a meno del 15% se dal calcolo escludiamo le emissioni industriali. La morale - ha quindi concluso il consigliere Bertucco - è che il Comune si prepara ad affrontare una sfida, nuova e più difficile, con le stesse armi spuntate con cui sta perdendo la partita in corso».

In relazione all'approvazione del bilancio energetico per il 2017, si è espresso anche il capogruppo Pd della Quinta Circoscrizione Michele Bresaola: «Escludendo l’apporto del settore industriale, - spiega Bresaola - la riduzione di gas serra (CO2) sale dal 3,3% al 16,9% nel 2016 e dal 5,6% al 14,8% nel 2017. Senza contare l’industria, dunque, saremmo molto più vicini all’obiettivo del 20% entro il 2020 (si ricorda che il parametro di riferimento è dato dalle emissioni rilevate nel 2006). Verona può far meglio di così? Certo che sì: il Comune può risparmiare centinaia di tonnellate di emissioni di CO2 obbligando gli esercizi commerciali a mantenere chiusi i battenti degli accessi pubblici quando all’interno c’è un sistema di climatizzazione in funzione, sia d’estate che d’inverno. La misura - conclude polemicamente Bresaola - era stata promessa dall’assessore Segala ma non è stata mai attuata. L’ordinanza sindacale sulle misure antinquinamento del settembre scorso riporta infatti una semplice raccomandazione, senza alcuna sanzione collegata».

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