Verona, Renzi a Vinitaly: cin-cin e bandiera del Veneto in mano. Ai lavoratori: "Mandatemi una mail"

Un presidente del Consiglio per la prima volta nei padiglioni di VeronaFiere accompagnato da Zaia: "Questa regione è una delle colonne dell'Italia. Noi siamo orgogliosi di averla". Suo interessamento sul caso Symbol-Abital

Bagno di folla, un cin-cin augurale al Vinitaly, incontro con le istituzioni ma anche alle prese con il disagio di alcuni lavoratori veronesi. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è arrivato nei padiglioni di VeronaFiere per la giornata finale, che si prevede col "botto", per la rassegna internazionale 2014 dedicata al vino.

All'ingresso della Fiera il premier ha incontrato i lavoratori della Symbol-Abital, supportati dai sindacati veronesi, che gli hanno illustrato la delicata situazione in cui si trova la loro fabbrica e per porre all'attenzione di tutta la cittadinanza, come spiega la Uil scaligera, "la grave decisione del Gruppo tessile Corneliani di dismettere l'attività nel nostro territorio, causando la perdita di oltre 200 posti di lavoro".

Renzi, prima di proseguire il suo giro di rappresentanza, ha assicurato il suo personale interessamento alla vicenda e ha dato agli operai l'indirizzo mail perchè possano documentare lo stato di difficoltà in cui si trovano. "Dopo mesi passati a discutere sulla possibilità di arrivare ad una intesa con Ralph Lauren per il rinnovo del contratto scaduto a marzo 2014 - spiega la Uil - la proprietà Corneliani ci informa che la distanza tra il costo di produzione e le richieste del committente risultano non colmabili. La situazione creatasi porterebbe ad un blocco totale della produzione dal mese di luglio lasciando circa 200 dipendenti, tra cui 190 donne senza lavoro. Nonostante gli impegni presi, ad oggi non è ancora stato presentato un piano alternativo e i tentativi portati avanti come la ricerca di nuovi committenti non hanno generato alcun risultato. A fronte di questa situazione, si è deciso di proclamare lo stato di agitazione permanente del personale che farà di tutto per difendere la  storica azienda veronese che produce giacche uomo di alta qualità completamente made in Italy". I lavoratori protesteranno con un presidio fino alle 13.

VINITALY CHIUDE LA 48ESIMA EDIZIONE E SFONDA QUOTA 155MILA VISITATORI IN 4 GIORNI

Il premier, dopo le istanze presentate, ha quindi iniziato una visita ai padiglioni di Vinitaly, che concluderà con un incontro nell'auditorium della Fiera. Renzi ha fatto la sua prima tappa nello spazio fieristico allo stand istituzionale della Regione Veneto, accompagnato sin dall'ingresso dal presidente della Regione, Luca Zaia. Qui, dopo un brindisi di rito a base di Prosecco, gli è stato fatto omaggio di una bandiera della Regione con il leone alato di San Marco che tiene tra le zampe, stese tra mare e terra, il libro chiuso. I due leader hanno steso la bandiera per i fotografi e il presidente del Consiglio ha ricordato ai presenti che "questa è la bandiera del Veneto, che è una delle colonne dell'Italia. Noi siamo orgogliosi di averla”. Domenica scorsa, durante la manifestazione della Lega Nord in piazza dei Signori a Verona per la liberazione dei secessionisti veneti in carcere, Zaia si era scagliato contro la decisione della Prefettura (che ha gli uffici davanti alla statua di Dante) di non esporre la bandiera del Veneto.

"RENZI CI HA RISPETTATI" - “Quello di Renzi, che ha accettato e gradito il dono della bandiera del Veneto - ha spiegato Zaia - è stato un segno di grande rispetto nei confronti dei veneti e di una realtà che ha intriso di sè 1100 anni di storia. E' quel rispetto, il suo, che ad esempio non hanno sempre le istituzioni dello Stato presenti in Veneto, che non espongono la nostra bandiera: esporla vuol dire rispettare i veneti e inchinarsi davanti a un popolo che ha dato tanto e dà tanto all'Italia”.

Quanto all'affermazione che le realtà che hanno già pagato non possono essere costrette a tagli lineari, Zaia ha ricordato che “siamo i più virtuosi, i più bravi nella gestione dei conti, siamo una Regione di riferimento nazionale per la sanità. Lasciamo ogni anno 21 miliardi di tasse a Roma, perché a tanto ammonta il nostro residuo fiscale attivo: solidarietà che va a favore degli spreconi. Non capiamo per quale motivo dobbiamo chiudere le aziende, vedere imprenditori che si suicidano, cittadini che perdono i posti di lavoro e continuare a pagare a Roma tasse che vengono sprecate”.

Quanto alle aspettative dopo il messaggio passato a Vinitaly sulla questione veneta, il presidente leghista ha commentato che “finirà la luna di miele, passeranno i cento giorni, poi vedremo i risultati. Che dovranno tradursi in provvedimenti che dimostrino poi che dai buoni propositi si passa ad attività che siano efficaci e concrete per i veneti”.

CON TOSI - “Durante il mio incontro con Renzi ho chiesto se ha trovato più resistenza nella grande burocrazia romana oppure in parlamento e lui ha risposto che crede che la maggiore resistenza gli arriverà dalla grande burocrazia romana - commenta il sindaco di Verona, Flavio Tosi -. Rispetto al parlamento sa di avere una sfida difficilissima, ma lui si mette in gioco fino in fondo ed è ottimista. Gli ho detto poi che lui ora sta facendo quello che doveva fare Monti nel novembre 2011, ovvero forzare la mano per ottenere risultati, e lo sta facendo pur sapendo che sta andando incontro a grandi rischi. Renzi è consapevole del fatto che si sta giocando il tutto per tutto”.
RENZI E LA QUESTIONE VENETA A VINITALY

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