Verona, secessionisti veneti in carcere e migliaia in piazza: "Fuori subito o li liberiamo noi"

Tremila persone manifestano per chiedere la liberazione dei 24 indipendentisti arrestati. Sono accusati di "terrorismo". Salvini a Verona: "Qui si incarcerano le idee mentre nelle nostre città circolano liberamente criminali"

Il sindaco di Verona Flavio Tosi sul palco in piazza dei Signori

Secessionisti veneti sulla ribalta nazionale da giorni, e Verona assieme a loro. La città è stata scelta come sede della manifestazione di protesta a sostegno dei 24 indipendentisti arrestati a seguito dell’operazione del Ros dei carabinieri e coordinata dalla Procura di Brescia. Piazza dei Signori è il palco da cui le personalità di spicco della Lega Nord locale e nazionale hanno lanciato ultimatum e provocazioni. "Fuori subito, o li andiamo a liberare noi. Andremo a prenderli nelle carceri dove sono rinchiusi”. Tremila persone in trepidazione, con bandiere, loghi, magliette della Serenissima. Il segretario Matteo Salvini, che dopo poche ore dall’arresto di mercoledì scorso aveva giù annunciato l’intenzione di portare in piazza migliaia di manifestanti, ha voluto precisare che la protesta manterrà toni pacifici ma decisi. E con l’invito a liberare gli incarcerati ha voluto sintetizzare anche l'umore di una piazza che ha raccolto migliaia di persone che hanno gridato la loro rabbia.

In piazza le provocazioni si sono succedute: e allora ecco i manifestanti vestiti come detenuti ai lavori forzati, cartelli appesi al collo (“Vendo carro armato”) assieme a salami e pane. Sotto la statua di Dante anche una carriola del secolo scorso che serviva a trasportare concime animale e che è stata allestita come un carroarmato: un tubo di plastico come bocca di fuoco e filoni di pane come proiettili. Il carro “allegorico” arriva da Denis Viero, padovano di Rovolon e amico di Lucio Chiavegato, leader della Life (Liberi imprenditori federalisti europei) e del “Movimento 9 dicembre”, già definiti i “Forconi” veronesi e uno dei 24 secessionisti arrestati con l'accusa di terrorismo e detenzione di armi. "Non c'entriamo nulla con la Lega ma queste manette - ha spiegato Viero, vestito da detenuto - sono un'offesa ai veneti". Sul totale degli arrestati, otto sono veronesi o risiedono in provincia, altri tre sono rodigini, altri ancora padovani e trevigiani. In manette anche un sardo e alcuni bresciani. La stessa moglie di Chiavegato, Barbara Benini, dal palco in cui si succedono Bossi, Zaia, Tosi e Salvini, ha voluto ringraziare sperando che non si arrivi a strumentalizzare la vicenda.

"La Lega - ha voluto precisare Salvini - sommessamente e pacificamente si mette a disposizione degli arrestati. Qui si incarcerano le idee mentre nelle nostre città circolano liberamente mafiosi, spacciatori e criminali. Lo Stato si inventa lo svuota carceri ma spende milioni per un'inchiesta che porta alla luce una ruspa spara supposte e mette in galera padri e madri di famiglia". Da quel momento sul palco salgono anche figli e figlie dei “terroristi” in carcere. "I loro padri e le loro madri - ha ammonito Salvini - non sono pedofili, non sono mafiosi ma lavoratori. Comunque questi sono i visi puliti dei figli dei nuovi terroristi. E allora fuori subito questo sarà il motto che dovrà precedere d'ora in avanti qualsiasi nostra intervista. Fuori subito e devono uscire entro una settimana altrimenti andremo a prenderli noi anche a costo di occupare le prefetture".

E’ stato così che da piazza dei Signori, su cui si affacciano gli uffici della prefettura di Verona, siano partiti migliaia di fischi, dopo la decisione di ritirare la bandiera del Veneto tra quella italiana e europea esposte sull’area occupata dalla Lega. "Non finisce qui - si è risentito il presidente del Veneto Luca Zaia - chi si vergogna di esporre la bandiera del Veneto non ha diritto a rimanere in Veneto". L’appuntamento a sostenitori del Carroccio è ora per il 25 aprile, come spiega Salvini sulle pagine de L’Arena.

«È la festa della Liberazione, ma non possiamo solo ricordare quanto successe settant'anni fa. Sarà anche la festa di San Marco, della nostra liberazione, vogliamo discutere di politica senza galera in mezzo. Questa è un'indagine sbagliata con milioni di euro spesi per trovare una ruspa»

Critica l'opposizione politica del Partito Democratico cittadino alla manifestazione organizzata dalla Lega. Secondo il capogruppo in Comune, Michele Bertucco, il movimento padano sarebbe "ormai alla frutta": "Avendo sempre trovato il modo di dilapidare l'enorme patrimonio di fiducia conferito in questi anni dai cittadini, e non potendo vantare risultati a suo merito, la Lega è condannata a recitare sempre il ruolo dell'opposizione, anche quando è lei a governare".

Continua Bertucco: "L'unico dato serio di questa kermesse elettorale è il coinvolgimento delle istituzioni: Tosi e Zaia hanno inopportunamente trascinato le istituzioni che rappresentano in una iniziativa di partito dalla quale dovevano essere lasciate fuori. In questo hanno dimostrato una volta di più di non essere uomini delle istituzioni. Per qualche voto in più Tosi è tornato anche ad abbracciare i temi secessionisti dopo avere speso anni per far credere ai veronesi di essere cambiato".

DA REPUBBLICA.IT

DA IL FATTO QUOTIDIANO.IT

 

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