Verona, omicidio Tommasoli, vengono tutti condannati: per i 5 a processo 44 anni di carcere

Arriva il ribaltamento della sentenza per il processo d'appello bis sul caso della morte del giovane designer di Negrar. Pene pesanti ma comunque inferiori a quelle chieste dal pm. Le difese faranno ricorso

Porta Leoni a Verona ricorda Nicola Tommasoli

Erano stati chiesti 60 anni. Ne sono arrivati in totale 44 (più due mesi) di reclusione. Questa la sentenza dell’appello-bis per l’omicidio di Nicola Tommasoli, morto nel 2008 dopo cinque giorni di coma all’ospedale di Borgo Trento. Si è chiuso così il procedimento per l’omicidio preterintenzionale del giovane designer di 29 anni di Negrar. Ai due imputati già condannati nel primo processo di secondo grado, Federico Perini e Nicolò Veneri, inflitti 11 anni e un mese di carcere, mentre 7 anni e 10 mesi per Guglielmo Corsi, 7 anni e 5 mesi per Raffaele Dalle Donne, 6 anni e 9 mesi a Andrea Vesentini. Da quell’aula della Corte d’Assise d’appello di Venezia, dopo due ore e mezzo di camera di consiglio, sono usciti tutti colpevoli. I cinque imputati dovranno anche risarcire le parti civili: 26mila euro per la famiglia Tommasoli e 9mila al Comune di Verona per danno d’immagine. Perini e Veneri, al termine dell’udienza, sono tornati in carcere a Montorio. Da alcuni mesi godono della semilibertà. Possono uscire alla mattina per recarsi nelle associazioni di volontariato con le quali hanno cominciato a collaborare per rientrare in cella di sera. Tra non molto potranno anche avanzare richieste per ottenere la libertà condizionale. Per loro è la seconda sentenza passata in giudicato. Diversamente dagli altri tre ragazzi, i cui difensori aspetteranno di leggere le motivazioni dei magistrati lagunari per poi avanzare il ricorso in Cassazione che è già stato comunque annunciato. Nel caso di condanna definitiva i periodi di detenzione, in carcere e ai domiciliari verranno sottratti dal computo totale. Il conto dei giudici veneziani ri è rivelato così ben più pesante di quello inflitto nel novembre 2010, dopo il primo processo d’appello, ovvero quando a Veneri e Perini vennero comminati 10 anni e 8 mesi e gli altri tre ragazzi vennero assolti.

Nel primo grado a Verona, del 2009, il giudice decretò 14 anni per i primi due, 12 anni per Dalle Donne, 10 anni per Corsi e l’assoluzione per Vesentini che poi venne condannato a un anno e 4 mesi per lesioni ad un giovane punk che il quintetto aveva incrociato prima di incontrare Tommasoli e i suoi amici in Corticella Leoni. A ordinare il nuovo processo di secondo grado era stata la Corte di Cassazione, che aveva giudicato “poco congrue” le pene inflitte nel primo procedimento. Contestando di fatto le assoluzioni. Nella scorsa udienza le difese dei ragazzi avevano contestato duramente l’ipotesi che il quintetto avesse agito “come un branco”, rigettando l’ipotesi di “dolo in concorso” e che non ci fosse stato “accanimento sulla vittima”.

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