Verona, Giunta Pastorello: ecco tutti i suoi assessori e via al programma con lo scoglio del "Patto"

Il neoeletto presidente giura a Palazzo Scaligero e nomina i dieci componenti. Con "larghe intese" una delega anche alla consigliere di minoranza. "Non abbiamo tempo da perdere per i litigi, il Governo ci ha portato all'asfissia"

Il presidente della Provincia, Antonio Pastorello, durante il giuramento a Palazzo Scaligero

Prima seduta del nuovo Consiglio provinciale, convocata dal neopresidente eletto, Antonio Pastorello, al Palazzo Scaligero. Le difficoltà nel portare avanti anche le più semplici incombenze si è subito fatto sentire e non sono mancati i riferimenti a quell'ormai famigerato Patto di Stabilità che "strangola" gli enti locali.

Prima di cominciare con i punti all'ordine del giorno, il presidente ha dato comunicazione delle somme prelevate dal fondo di riserva destinate al sostegno dei minori figli di un solo genitore e per “Provincia in festival” (delibere di giunta di agosto). Si è passati poi alla trattazione dell'odg con la convalida dei 16 consiglieri eletti e con il giuramento del presidente secondo la formula di rito: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le leggi dello Stato, di adempiere ai doveri del mio ufficio per il pubblico bene”. Pastorello ha poi nominato vicepresidente il consigliere Gualtiero Mazzi (Lega Nord) e illustrato sinteticamente il Programma di governo 2014-2018.

“Non ho fatto il libro dei sogni e nemmeno promesse improbabili - ha spiegato Pastorello -. Ma dato il momento difficile in cui ci troviamo ad operare, ho pensato di riflettere con consapevolezza sugli sforzi organizzativi che saremo chiamati a compiere. Noi rappresentiamo i cittadini, che ci chiedono risposte e servizi e la Provincia, non ancora abolita, deve poter esercitare la propria funzione con concretezza. Non sempre avremo soluzioni per i problemi della gente o dei sindaci, ma vi chiedo la disponibilità al confronto perché solo così sapremo essere costruttivi e credibili verso i nostri interlocutori".

Pastorello si è poi affidata a tutto il Consiglio, nella speranza che i lavori proseguano a ritmo serrato, senza troppi problemi tra maggioranza e opposizione. Per trovare quelle "larghe intese" necessarie al quieto vivere in Provincia si sarebbe prodigato nel concedere deleghe importanti anche ai membri della minoranza. "Non abbiamo tempo da perdere per i litigi, dobbiamo lavorare e affrontare una realtà che per il 2015 vedrà l'impossibilità di rispettare il Patto di stabilità per noi come per altre 63 Province, mentre 33 andranno in predissesto. La politica del Governo ha progressivamente tagliato le risorse portandoci all'asfissia, si pensi che nel 2015 dovremo noi fare allo Stato un versamento di 15 milioni, mentre prima era l'organo centrale che trasferiva fondi agli enti locali".

SOLDI E OPERE - Eppure la Provincia di Verona la spending review l'ha già fatta e prima di altri: ha abbassato la sua spesa da 103 milioni nel 2010 agli attuali 85, riducendo l'indebitamento del 68% in sette anni e con un avanzo di amministrazione di circa 25 milioni che non possiamo spendere. "Come primo obiettivo, cercherò di farmi ascoltare da parlamentari, Governo e Regioni affinché ci mettano in condizioni di rendere i servizi alla popolazione” ha concluso Pastorello nel discorso di insediamento. Ci sarà da votare il bilancio e serve l'approvazione del 75% dei componenti di Consiglio. All'ordine del giorno ci sono da affrontare tutte le problematiche su cui la Provincia di Verona ha responsabilità. La prima delle quali riguarda la manutenzione delle strade e le emergenze del territorio (la neve in inverno, i lavori per scongiurare il dissesto idrogeologico, il coordinamento della polizia provinciale e della Protezione civile). Si cercheranno poi di portare a termine i programmi di nuove infrastrutture per cui richiedere finanziamenti. Come la variante alla Provinciale "dei Ciliegi" a Soave, le piste ciclabili del garda e Adige-Mincio, il rilancio delle opere in montagna, l'Alta velocità del Brennero e la Brescia-Verona. La bretellina sulla Statale 12 (Cadidavid, Buttapietra, Castel d'Azzano, Vigasio). Oltre che tutte le strade di collegamento in provincia (la Padana inferiore a Minerbe, la Provinciale 17 nella val d'Alpone, la Provinciale 10 nella val d'Illasi).

ELEZIONI PROVINCIALI, TUTTI I CONSIGLIERI ELETTI

DELEGHE E "ASSESSORI" - Pastorello ha firmato mercoledì mattina le deleghe per i consiglieri che andranno a costituire la sua Giunta (o almeno il vertice della Provincia, dato che non saranno propriamente chiamati "assessori" ma rimarranno consiglieri e non percepiranno alcun compenso oltre quello che da amministratori di altri enti veronesi). Sono nove in tutto (dieci col presidente): una delega di responsabilità sarebbe anche prevista per l'opposizione. Il presidente terrà per sè l'Urbanistica, il Turismo, raporti con l'UE o e le politiche montane. Al vicepresidente Mazzi andranno Trasporti e Sicurezza. Queste le altre deleghe assegnate: Carradori Mauro (consigliere comunale di San Pietro in Cariano) , Attività produttive (commercio, industria e artigianato) e Servizi sociali; Zerman Fabio (consigliere comunale di San Giovanni Lupatoto), Politiche per il lavoro, Formazione professionale, Politiche per le risorse umane; Gambaretto Lino (sindaco di Soave), Protezione civile, Politiche per l'istruzione, Edilizia scolastica; Zamperini Luca (consigliere comunale di Villafranca), Cultura, Identità veneta, Manifestazioni per il tempo libero, Beni ambientali; Nicoli Gaetano (consigliere comunale di Verona), Politiche per la gestione del patrimonio, Edilizia; Sardelli Andrea (consigliere comunale di Verona), Politiche del settore faunistico (caccia e pesca) e Ambiente, Rapporti con aziende ed enti partecipanti, Sport; Febi Davide (consigliere comunale di Cologna Veneta), Politiche di bilancio, Politiche per l'agricoltura; Ferrari Claudio (consigliere comunale di Tregnago), Politiche per la manutenzione e progettazione viabilistica.

La posizione per cercare il consenso di tutti i presenti, già espressa da Pastorello, è stata ribadita dal vicepresidente Mazzi: “I consiglieri avranno una funzione operativa di supporto al presidente, ma non avranno il potere di firma che era degli assessori. Comincia oggi un'esperienza nuova, non facile e comunque formativa per molti di noi. Il nostro sarà un impegno gratificante in un momento particolarmente difficile”.

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