Pfas a Legnago, anche l'acqua di alcuni pozzi privati risulta contaminata

Un nuovo caso segnalato dagli attivisti, anche se molto probabilmente potrebbe essere staccato dal grande inquinamento di falda che riguarda diversi comuni anche veronesi

No Pfas Legnago (Foto Facebook)

Continua l'individuazione di nuovi punti inquinati da Pfas nel veronese. Dopo il terreno contaminato a Soave, sotto l'area di servizio dell'A4, anche a Legnago ci sono dei pozzi privati in cui le analisi hanno confermato la presenza di sostanze perfluoro-alchiliche nell'acqua. L'ipotesi per Soave come per Legnago è che si tratti di casi isolati e staccati dall'inquinamento della falda che interessa una vasta area del territorio veneto tra le province di Verona, Vicenza e Padova. Per i pozzi di Legnago, però, saranno necessari ulteriori accertamenti perché si tratta di pozzi profondi 140 metri.

La segnalazione è stata fatta a L'Arena da Massimo Todesco, un dei tanti attivisti legnaghesi impegnati nella lotta contro i Pfas. Le analisi all'acqua di questi pozzi privati a Legnago mostrano una presenza di Pfas di circa 135 nanogrammi per litro. Lo stesso Todesco ha riferito al quotidiano che anche secondo gli esperti questa contaminazione potrebbe essere stata causata da episodi di inquinamento singoli e non da sversamenti continui.

Intanto, proseguono le azioni di protesta contro la Miteni, l'azienda di Trissino accusata di essere la principale responsabile della grande contaminazione di Pfas delle acque venete. Come riporta Vicenza Today, oggi 31 ottobre, un gruppo di attivisti hanno bloccato l'ingresso dei lavoratori nell'azienda.

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