Coronavirus e decreti, 35mila aziende veronesi possono andare avanti

Con l'ultimo provvedimento, il premier Conte ha ordinato la chiusura di alcune attività produttive. Quelle escluse del divieto devono però inviare una comunicazione alla prefettura

(Foto generica di repertorio)

Ieri, 22 marzo, il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha firmato un nuovo decreto con cui ordina la sospensione di tutte le attività produttive ritenute non essenziali in questo momento. La motivazione è la stessa che è alla base anche degli altri provvedimenti presi dal Governo durante l'emergenza coronavirus: ridurre al minimo spostamenti e contatti tra i cittadini per impedire al virus di diffondersi ulteriormente. Ora, dunque, molti dipendenti dovranno restare a casa perché non si devono più recare sul posto di lavoro.

Possono invece proseguire la loro attività, le aziende la cui tipologia è stata indicata dallo stesso decreto. Aziende che non possono fermarsi perché troppo necessarie alla collettività. Queste ditte, però, per continuare a lavorare devono inviare tempestivamente una comunicazione al prefetto. In questa comunicazione devono essere indicate le sedi dell'attività produttiva e delle imprese o delle amministrazioni beneficiarie dei prodotti e dei servizi attinenti alle attività consentite.
Il decreto, inoltre, consente anche alle attività degli impianti a ciclo produttivo continuo di andare avanti. Anche queste, però, devono inviare una comunicazione al prefetto, in cui indacare la sede dell'attività e le motivazioni che non consentono l'interruzione, che possono essere un grave pregiudizio all'impianto o un pericolo di incidenti.

Le comunicazioni devono essere rese attraverso modelli disponibili sul sito della prefettura di Verona e devono essere inviate, riportando nell'oggetto la dicitura «Comunicazione attività produttive» all'indirizzo e-mail prefetto.pref_verona@interno.it.

Una volta effettuata la comunicazione, l'impresa potrà continuare a svolgere la propria attività, senza dover attendere alcuna autorizzazione da parte della prefettura.

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A disposizione degli imprenditori si è messa la Camera di Commercio di Verona, la quale può offrire risposte ai dubbi che possono essere comunicati attraverso l'indirizzo e-mail registroimprese@vr.camcom.it.
E secondo i dati proprio della Camera di Commercio, dovrebbero essere più di 35mila le aziende veronesi escluse dall'ultimo divieto introdotto dal premier Conte.

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