Zaia: «Terapie intensive non sono in sofferenza, ma Verona preoccupa»

Nel consueto aggiornamento sull'emergenza coronavirus, il presidente della Regione Veneto ha espresso l'urgenza di creazione di nuovi posti letto per i pazienti più gravi

 

Anche questa mattina, 24 marzo, si è ripetuta la liturgia dell'aggiornamento sull'emergenza coronavirus da parte della Regione Veneto. Il presidente Luca Zaia, affiancato dagli assessori alla sanità Manuela Lanzarin e alla protezione civile Gianpaolo Bottacin, ha aperto l'incontro con la lettura delle cifre sui contagi, le quali mostrano ancora una situazione grave. «In Veneto c'è una crescita costante e lenta della diffusione del virus - ha detto Zaia - Questo ci permette di essere più reattivi nelle cure, ma se questa crescita non si ferma arriveremo a un punto in cui faremo fatica ad avere un posto letto libero negli ospedali. Non vogliamo arrivare a questi livelli, per cui ci stiamo attrezzando».

L'urgenza in questo momento, secondo il presidente regionale, è quella di creare posti letto di terapia intensiva. Creazione che ci sarà quando arriveranno le ultime attrezzature acquistate dalla Regione. «Se non ce li fermano per strada dovrebbero arrivare presto 50 respiratori - ha detto Zaia - In più, abbiamo chiesto al Governo e alla protezione civile nazionale 200 respiratori, ma finora ne sono arrivati solo una cinquantina. E abbiamo anche preso in prestito dei respiratori dagli studi veterinari. Ovviamente abbiamo preso solo la parte meccanica, quella che con le attrezzature adeguate può essere utilizzata sugli uomini».

Ad oggi, comunque, non ci sono segnali di sofferenza nelle terapie intensive venete, anche se Zaia ha espresso preoccupazione per la provincia di Verona. «Sul territorio scaligero si stanno allestendo posti di terapia intensiva oltre ogni misura, anche se speriamo di allestirli per nulla», ha dichiarato il presidente del Veneto.

Zaia poi ha risposto alle domande dei giornalisti presenti e di quelli in video-conferenza, difendendo la strategia dei tamponi adottata dalla Regione e anche le mascherine che l'ente regionale sta regalando ai cittadini.

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