Coronavirus, dopo quelli in Lombardia altri due casi in Veneto

«Ci sono due casi sospetti, due cittadini veneti - ha confermato il governatore del Veneto Luca Zaia - Ora stiamo attendendo le seconde analisi dall'istituto Spallanzani»

Emergenza coronavirus - foto Ansa via ParmaToday

Altri due casi di coronavirus in Italia dopo i sei in Lombardia: si tratta di due cittadini veneti che ai primi esami sono risultati positivi. I due, secondo quanto riferisce L'Ansa, sono già stati isolati in ospedale e si attendono ora gli esiti di un secondo test a cui sono stati sottoposti.

«Ci sono due casi sospetti, due cittadini veneti - ha confermato il governatore del Veneto Luca Zaia - Ora stiamo attendendo le seconde analisi dall'istituto Spallanzani». Si tratterebbe di due pensionati settantenni, di Vo' Euganeo, un piccolo paese ai piedi dei Colli Euganei (Padova), sarebbero loro le due persone risultate positive in Veneto ai primi test sul Coronavirus. A riferirlo a L'Ansa è sempre il sindaco Giuliano Martini.

Il governatore Zaia, stando a quanto riporta PadovaOggi, avrebbe già sentito il commissario Angelo Borrelli, e ora si troverebbe nella sede dell'unità di crisi per il Veneto in via degli Scrovegni a Padova, dove sono arrivati anche l’assessore regionale Manuela Lanzarin, il sindaco di Padova Sergio Giordani, l’assessore comunale Andrea Micalizzi e il prefetto di Padova Renato Franceschelli.

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I tamponi sono già stati spediti allo Spallanzani di Roma per essere campionati e analizzati. Delle due persone ricoverate uno sarebbe in gravi condizioni. Queste le dichiarazioni rilasciate dal governatore Zaia (guarda il video) dopo il tavolo di crisi: «Svuotiamo progressivamente su mia scelta l’intero ospedale di Schiavonia, contiamo di farlo in 5-6 giorni. Ho già dato disposizioni alla protezione civile che allestisca un primo campo base con le tende a Schiavonia dal punto di vista prudenziale. Faremo lo screening a tutti i pazienti e al personale dell'ospedale di Schiavonia e ai cittadini di Vo' con chiusura di tutti i luoghi pubblici tra bar, scuole e altri luoghi di aggregazione. Evitate i luoghi affollati per il rischio di contagio».

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