Veneto più longevo, gli anziani vivono più a lungo ma si fanno meno figli

Nella provincia di Verona gli over 80 sono cresciuti quasi del 30% negli ultimi dieci anni, però il tasso di natalità è sceso di oltre il 20%

(Foto di repertorio)

La buona notizia? La popolazione veneta è sempre più longeva. La cattiva? Si fanno sempre meno figli. Ecco ciò che emerge dagli ultimissimi dati demografici pubblicati dall'Istat ed elaborati dal sindacato dei pensionati Spi Cgil del Veneto. Numeri crudi che raccontano una realtà complessa e a volte drammatica, come quella degli over 80 che vivono soli e che sono in costante aumento.

Gli ultrasessantacinquenni veneti, all'inizio di quest'anno, erano 1.122.005, quasi un quarto dei residenti e fra questi il 56% è donna. Rispetto ad inizio 2018 gli anziani sono circa 13.400 in più e, guardando a dieci anni fa, in Veneto sono aumentati di oltre 160mila unità. I nuovi nati, invece, sono 35.442, mentre erano 36.655 l'anno precedente e addirittura 48.199 nel 2009, dieci anni fa.
In Veneto, dunque, la popolazione invecchia.

Guardando invece agli ultraottantenni, la situazione appare articolata. Ad inizio 2019, in Veneto gli over 80 erano 347.165 (per il 64% donne), 11mila in più rispetto al 2018 e 75mila in più in confronto a dieci anni prima. Ma ciò che più preoccupa il sindacato è la categoria degli ultraottantenni che vivono soli: sono 211.147 (tre su quattro donne), contro i 208.277 del 2018 e i 184.943 del 2009.

Questi invece i dati che riguardano la provincia di Verona:

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L'invecchiamento della popolazione è di per sé un dato positivo - ha commentato Elena Di Gregorio, segretaria generale dello Spi Cgil Veneto - Vuol dire che si vive più a lungo. Ma, come diciamo spesso, ciò comporta che la politica, sia quella nazionale che quella locale, debba tenere conto di questo trend prevedendo politiche adeguate ad esempio sul fronte della salute, dei trasporti, dell'abitazione, delle tasse. Tutti temi che fra l'altro affrontiamo con i sindaci e gli enti locali nell'ambito della negoziazione sociale. Preoccupa però anche la bassa natalità. I dati dimostrano che si fanno sempre meno figli e il saldo potrebbe essere molto più pesante se non ci fossero gli immigrati che riequilibrano la situazione. Servono anche politiche per le famiglie.
Gli ultraottantenni, ed in particolare quelli che vivono soli, sono una categoria da tutelare anche perché è formata per lo più da donne le quali, anche a causa dei bassi assegni previdenziali, sono nettamente svantaggiate rispetto agli uomini. Sono le vittime preferite dei truffatori, molti di loro soffrono di una solitudine profonda. C'è poi il dramma degli anziani soli e dimenticati nelle case di riposo. Come raccontano alcuni drammatici fatti di cronaca c'è addirittura chi muore nel suo appartamento senza che nessuno se ne accorga se non settimane o mesi dopo. In questi giorni, poi, vediamo anche nelle nostre sedi che le persone più in difficoltà per le nuove norme sui canoni di locazione degli alloggi Ater sono proprio gli ultraottantenni che vivono in un alloggio popolare.

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