Software Mfp, sentenza contraria ai dirigenti Ulss. Annunciato ricorso

La sezione del tribunale di Venezia specializzata nelle materie d'impresa ha riconosciuto che la proprietà intellettuale del software è della Ciditech

Gli arresti scattarono il 13 maggio 2016. Tre medici e dirigenti dell'allora Ulss 20, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dei reati di tentata concussione e turbativa d'asta. Una concatenazione di eventi partita da una richiesta di 100mila euro fatta all'azienda Ciditech come riconoscimento del contributo offerto per l'elaborazione della piattaforma informatica denominata Mfp.

I tre dirigenti sono Giovanni Serpelloni, Maurizio Gomma e Oliviero Bosco, i quali hanno richiesto insieme al Codacons alla giustizia civile di risolvere la questione. Niente dunque a che vedere con le indagini per concussione e turbativa d'asta, ma semplicemente una sentenza che attestasse la validità o meno della pretesa avanzata alla Ciditech.
E questa sentenza è arrivata. La sezione del tribunale di Venezia specializzata nelle materie d'impresa si è espressa contro Serpelloni, Gomma, Bosco e il Codacons. I tre medici avrebbero dedotto che la realizzazione del software Mfp sia partita da una loro idea, ma per dar forma a quell'idea è stato necessario il lavoro della Ciditech. Il diritto d'autore non si applica all'idea e quindi il tribunale ha riconosciuto che la proprietà intellettuale del software è della Ciditech.

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Contro la decisione del Tribunale di Venezia, Codacons ha annunciato ricorso in Corte d’Appello per ottenere il ribaltamento della sentenza. «Si tratta di una decisione che riteniamo assolutamente errata - ha commentato l'associazione dei consumatori - Il tribunale non ha tenuto minimamente conto della fase di progettazione del programma, tutelata dal diritto d'autore, svolta e realizzata dai medici senza la quale Ciditech non avrebbe mai potuto eseguire la programmazione del software».

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