Smog a Verona, si avvicina il blocco degli Euro 4. Benini: «Misura iniqua»

Il consigliere comunale del Partito Democratico ha chiesto anche alla Regione di non far pagare il bollo auto ai cittadini che non possono circolare a causa delle limitazioni anti-inquinamento

Foto generica di repertorio

Quasi sicuramente sarà deciso oggi, 13 gennaio, ed entrerà in vigore da domani, l'innalzamento del livello di allerta smog a Verona. In questi ultimi giorni, infatti, l'inquinamento atmosferico in città è peggiorato ed il limite di legge per la concentrazione di polveri sottili nell'aria è stato superato per troppi giorni di fila. Quindi, il livello di allerta potrebbe passare da verde ad arancione e questo significherà limitazioni ancora più stringenti del traffico veicolare.

Manca solo l'annuncio del Comune, ma da domani anche i diesel euro 4 non potranno circolare a Verona, almeno fino a quando la situazione non sarà migliorata. E questo riapre la polemica politica, con il consigliere comunale del Partito Democratico Federico Benini che chiede alla Regione di non far pagare il bollo auto ai cittadini che non possono circolare a causa delle limitazioni antismog.

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Comune di Verona e Regione Veneto hanno deciso di scaricare l'intero problema dell'inquinamento sulle spalle dei cittadini - ha scritto Benini - A parte le giornate ecologiche, la cui efficacia è tuttavia trascurabile, la giunta comunale infatti non ha messo in campo nessuna politica strutturale tesa a prevenire i picchi di polveri sottili. Di questa mancanza continuano a fare le spese quei veronesi che, per vari motivi, non hanno l'opportunità di acquistare veicoli con motorizzazioni meno inquinanti, e che pertanto restano quindi impigliati nella selva di divieti.
Oltre che iniqua, questa misura è anche discutibile sul piano dell'efficacia perché, anche a parità di omologazione antinquinamento, mette sullo stesso piano motorizzazioni che per consumi e, quindi capacità di inquinamento, sono assai diverse: si pensi ad esempio ai Suv in confronto a delle piccole city car.
Se il Pd fosse al governo della città tratterebbe il problema in maniera più organica, innanzitutto coinvolgendo tutte le aziende pubbliche che nella loro mission hanno la sostenibilità ambientale. In luogo di spendere i soldi delle bollette dei veronesi in sponsorizzazioni a pioggia, aziende come Agms e Amia dovrebbero avviare serie campagne di sensibilizzazione contro lo spreco energetico contribuendo a limitare i consumi delle abitazioni e la produzione di rifiuti. Inoltre, prima di introdurre dei divieti alla circolazione sui mezzi privati occorre predisporre adeguate alternative a partire da un servizio di trasporto pubblico più capillare e da una rete di ciclabili più sicura e pratica. Di fronte al bisogno, i divieti privi di alternative sono infatti destinati a lasciare il tempo che trovano.

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