Covid-19, Rosi: «Il 118 veneto è stato sempre un passo avanti al virus»

Il coordinatore regionale del servizio sanitario di emergenza-urgenza è stato ospitato dal presidente Luca Zaia nell'aggiornamento sull'emergenza coronavirus

 

Oltre ai tanti argomenti trattati, ha avuto anche un ospite il quotidiano aggiornamento tenuto dal presidente del Veneto Luca Zaia sull'emergenza coronavirus. Oggi, 8 giugno, Zaia ha condiviso la scena con il coordinatore regionale del 118 Paolo Rosi, il quale ha spiegato come la sanità veneta ha gestito le emergenze e le urgenze durante la pandemia di Covid-19.

La presenza dell'ospite non ha rotto la routine e quindi il presidente Zaia è partito come di consueto con la lettura del bollettino e poi è passato alle comunicazioni. E la prima di queste comunicazioni ha riguardato il mondo della scuola. «C'è preoccupazione - ha dichiarato Luca Zaia - È vero che i ragazzi devono essere messi in sicurezza e quindi servono delle linee guida, però queste linee guida devono essere sostenibili. Non vogliamo plexiglass e box, non si possono fare lezioni mettendo gli studenti nelle cabine. Ci scrivono tanti docenti per dirci che loro hanno bisogno di fisicità ed interazione con i bimbi. Quindi noi pensiamo che le linee guida proposte dal comitato tecnico scientifico nazionale si possano reinterpretare. Potrebbe dunque accadere quello che è accaduto per le spiagge, i ristoranti e molte altre attività, con le linee guida dell'Inail sostanzialmente non praticabili che poi si sono trasformate in linee guida delle Regioni. La nostra posizione è quella di costruire linee guida alternative, tenendo aperto un dialogo costruttivo con il Governo».

Altro argomento affrontato dal presidente regionale è il processo di Vicenza sull'inquinamento da Pfas prodotto dall'azienda Miteni di Trissino; inquinamento che ha contaminato anche l'acqua di alcuni territori comunali veronesi. «Si è svolta questa mattina l'udienza del processo in cui come Regione ci siamo costituiti parte civile - ha spiegato Zaia - Grazie alla nostra iniziativa di chiamare nel processo due multinazionali come Mitsubishi e Ici, collegate a questa vicenda, abbiamo ottenuto che queste due società, in caso di accertamento di responsabilità, dovranno garantire con il proprio patrimonio il risarcimento del danno». La prossima udienza del processo sarà il prossimo 12 ottobre.

Luca Zaia ha poi ringraziato tutta la protezione civile intervenuta in questi giorni in cui il Veneto è interessato da una forte ondata di maltempo. Sono ieri, nel Veronese, gli interventi dei volontari sono stati 164. E il presidente regionale ha dichiarato lo stato di emergenza. «Abbiamo avuto tanti danni:  grandinate, allagamenti, smottamenti, frane», ha detto Zaia.

Dopo le domande dei giornalisti, ha poi parlato Paolo Rosi, per esporre quanto fatto dal Suem 118 del Veneto durante l'emergenza Covid. «La nostra è stata una risposta particolare al coronavirus - ha detto Rosi - Nel giro di poche ore, tutte le centrali operative provinciale hanno adottato le stesse modalità di gestione delle chiamate che ricevevano, in modo tale da instradare nel giusto percorso ogni paziente. Le chiamate che abbiamo ricevuto sono aumentate in maniera importante, ma le missioni in ambulanza sono diminuite. Secondo una nostra stima, quasi 200 persone che ogni giorno si sono rivolte al 118 non sono state prese in carico dal pronto soccorso ma da altri servizi sanitari. Quindi non abbiamo lasciato i pazienti senza cure. Inoltre, abbiamo monitorato la presenza di posti letto nelle terapie intensive, un'attività molto impegnativa nella fase critica dell'epidemia. Abbiamo elaborato l'andamento e le proiezioni iniziali erano spaventose, con numeri che non si sarebbero potuti gestire. Le misure prese hanno però permesso di ridurre l'afflusso e abbiamo attivato anche dei nuovi posti letto in una situazione di corsa contro il tempo. Come ha detto un nostro collega, abbiamo rincorso l'emergenza ma stando sempre un passo avanti al virus».

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