Dieci giorni dalle nuove riaperture, Zaia: «Nessun carico per gli ospedali»

Anche dopo la ripartenza di bar, ristoranti e parrucchieri, i dati sull'emergenza coronavirus in Veneto continuano ad essere buoni. «Il sistema tiene»

 

«Sono 20 giorni che non ci sono casi positivi tra i lavoratori dei nostri ospedali e questo è un altro buon dato». Un buon dato annunciato oggi, 28 aprile dal presidente della Regione Luca Zaia, dopo la lettura del bollettino odierno sull'emergenza coronavirus. Un bollettino che, come quelli dei giorni precedenti, mostra una regressione del virus, tanto che sui tamponi effettuati ogni giorni (non pochi) la possibilità che uno di questi sia positivo si è ridotta sotto l'1 per 1.000. «Tutto fa pensare che si vada verso una situazione di tenuta», ha commentato Zaia, tenendo presente il fatto che sono passati 10 giorni dal 18 maggio, giorno in cui sono state riaperte molte attività come bar, ristoranti e parrucchieri «e non abbiamo avuto carichi nei ricoveri e non c'è stata nessuna esplosione di contagi», ha aggiunto il presidente della regione.

Zaia ha dichiarato di avere avuto questa mattina una riunione con i direttori generali della sanità veneta. Durante l'incontro è stato concordato di continuare fino al 15 giugno con l'attuale piano di sanità pubblica. Inoltre, si potenzia sempre di più, grazie al lavoro del dottor Roberto Rigoli, l'ottimizzazione dell'analisi dei tamponi. «Andiamo nella direzione di creare una grande leva - ha spiegato il presidente regionale - qualora ci fosse la necessità di fare tanti tamponi».

«La ripartenza delle attività negli ospedali va verso una normalizzazione - ha aggiunto Zaia - E quindi gli ospedali stanno tornando più o meno tutti a regime. Stiamo investendo molto sulla prenotazione e sulla telemedicina, che abbiamo codificato e quindi rientra nelle tabelle delle prestazioni. E abbiamo organizzato bene gli accessi nelle strutture ospedaliere». E a tal proposito, il Regione Veneto ha realizzato tre video per spiegare alla popolazione le novità sugli accessi in ospedale, in pronto soccorso e negli ambulatori.

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