Zaia: «Non è più aggressivo come prima, ma il virus c'è ancora»

Il presidente del Veneto: «In 40 giorni, nonostante le aperture, ci sono meno ricoverati in ospedale positivi al coronavirus. Ma è un nemico imprevedibile»

 

Sono state diverse anche oggi, 14 giugno, le comunicazioni del presidente del Veneto Luca Zaia sull'emergenza coronavirus. Oltre alla lettura dell'ultimo aggiornamento del bollettino, Zaia ha ricordato l'importanza dell'ordinanza regionale firmata ieri. «Tutte le attività ancora chiuse hanno ora date certe per la loro riapertura - ha commentato il governatore - Ma io ho l'obbligo di dire che il virus c'è ancora, anche se non è più aggressivo come prima. L'evidenza ci viene dai numeri dei ricoverati e dei nuovi contagiati. La vita è ripresa, ma il virus circola poco, quindi qualcosa è accaduto. Però questo virus è ancora incomprensibile e quindi abbiamo l'obbligo di rispettare le regole».
E a proposito di numeri, il presidente regionale ha voluto fare un confronto tra il bollettino di oggi e quello del 4 maggio scorso, ricordando che il 4 maggio è stato il giorno della prima grande riapertura dopo il lockdown. «I ricoverati per coronavirus del 4 maggio erano 1.056, quelli di oggi sono 271, di cui solo 40 ancora positivi al test a tampone - ha detto Zaia - Dopo 40 giorni, nelle terapie intensive si è passati da 99 pazienti Covid a 13, di cui solo 1 positivo». 

Il presidente del Veneto ha inoltre ricordato che oggi ricorre la Giornata mondiale del donatore di sangue e ne ha approfittato per ringraziare i tanti donatori veneti.

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