Richiesta di Zaia: «Nei mezzi pubblici capienza piena con mascherina»

Il presidente del Veneto ha scritto una lettera chiedendo la fine della capienza ridotta in treni e bus per il rispetto del distanziamento sociale

 

Anche questa mattina, 3 giugno, sono stati diversi gli argomenti toccati dal presidente del Veneto Luca Zaia nell'aggiornamento sull'emergenza coronavirus in regione.

Zaia ha letto il bollettino con i nuovi contagi e i nuovi ricoveri, ma ha voluto sottolineare che nelle ultime 24 ore non c'è stato alcun decesso per Covid-19 in tutto il Veneto. E dopo la lettura del bollettino, il presidente regionale ha annunciato che questa mattina ha inviato una lettera sul tema del trasporto pubblico locale. «Io sostengo - ha detto Zaia - che si debba valutare l'opportunità di utilizzare i mezzi pubblici con la capienza da omologazione, permettendo ai cittadini di salirci con l'obbligo della mascherina a bordo. Se facessimo questo passo in avanti, recupereremo quel 50% di capienza attualmente non disponibile. È inutile andare con questa riduzione della capienza per ragioni di sicurezza, perché non ci sono mezzi alternativi e visti anche gli assembramenti che si creano tra i passeggeri in attesa. E teniamo anche presente che manca l'utenza scolastica. Se ci fossero anche gli studenti, il sistema del trasporto pubblico imploderebbe. Visto che non ci sono nuovi mezzi per aumentare le corse di autobus o treni, bisogna risolvere il problema in altro modo». Questa lettera sarà valutata dalla Conferenza delle Regioni e poi la richiesta sarà girata al Governo, il quale è l'unico che può decidere se mantenere o interrompere la riduzione della capienza nei mezzi pubblici.

Il presidente del Veneto ha rinnovato l'invito a rispettare le regole e ad utilizzare le mascherine per garantire la propria sicurezza. E dopo aver chiesto più volte al Governo un via libera alle linee guida per i servizi ai bambini di età compresa tra 0 e 3 anni, Zaia sembra convinto di attivare questi servizi anche senza la vidimazione da Roma. «Stiamo preparando un'ordinanza - ha detto Luca Zaia - Le linee guida sono state approvate all'unanimità da tutte le Regioni. Da Roma non abbiamo avuto nessuna risposta, ma noi apriremo lo stesso. Ci assumeremo questa responsabilità e daremo una risposta alle famiglie, quella risposta che non è arrivata dal Governo».

Infine, sollecitato dalle domande dei giornalisti, Zaia ha espresso le sue considerazioni sulla applicazione per il tracciamento dei contatti Immuni. «Ha due grandi limiti - ha detto il presidente del Veneto - Non è ancora chiaro dove finiscano i dati raccolti dalla app. Ma il limite che più mi inquieta è che non è ancora chiaro cosa accade quando attraverso Immuni un cittadino scopre di essere entrato in contatto con un positivo al coronavirus. Ciò che accade non è governabile dalle varie sanità regionali, perché non sappiamo ciò che accade nei telefonini dei nostri cittadini. In pratica, gli addetti ai lavori non hanno il controllo del processo e quindi attualmente è ingestibile. E questi limiti vanno risolti, altrimenti la app non prenderà piede». 

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