«Un milione di veneti tornerà al lavoro, ma il problema è chi resterà chiuso»

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha parlato della Fase 2 dopo l'aggiornamento quotidiano sull'emergenza coronavirus

 

«Lunedì ci saranno circa un milione e 200mila veneti che riprendono a lavorare, ma resta il problema di tutti quelli che restano chiusi perché non ancora autorizzati». Questa è stata la prima considerazione espressa oggi, 30 aprile, dal presidente della Regione Luca Zaia nel consueto aggiornamento sull'emergenza coronavirus in Veneto.
Dopo aver letto il bollettino regionale, dopo aver fatto i ringraziamenti a tutti coloro che continuano ad inviare donazioni al conto corrente aperto dalla Regione per il contrasto all'epidemia, Zaia è andato con la mente al prossimo lunedì, 4 maggio, il primo giorno della Fase 2, l'inizio del periodo di convivenza con il virus. E il suo pensiero si è concentrato su coloro che potranno riaprire fin da subito dopo mesi di chiusura forzata, ma anche a quelle categorie di artigiani e commercianti che devono ancora tenere abbassata la loro saracinesca. «Noi dobbiamo affrontare questa fase con estrema prudenza e con lucidità - ha detto Zaia pensando alla ripartenza - Non si tornerà subito come prima, soprattutto negli ospedali. La guardia non va abbassata, il virus c'è, ma è dimostrato che si può convivere con il virus in sicurezza, rispettando le regole. Quindi se mettiamo in sicurezza per bene i cittadini con i dispositivi minimi, come i guanti, le mascherine e il distanziamento sociale, si potrebbe affrontare un'apertura totale delle attività. Tutti hanno diritto di lavorare, il nostro non è un mondo di irresponsabili e ormai tutti sono consapevoli di cosa sia il virus».

Dopo aver risposto alle domande dei giornalisti, Zaia ha lasciato il posto al suo assessore alla sanità Manuela Lanzarin, la quale questa mattina ha avuto un incontro con le parti sociali per presentare il testo definitivo del manuale per le riaperture delle attività produttive. «Le imprese dovranno individuare un Covid-manager e definire un piano di intervento - ha spiegato Lanzarin - Il testo contiene poi tutta una serie di indicazioni operative sulla pulizia degli ambienti, l'informazione, la limitazione delle occasioni di contatto, il distanziamento, l'igiene dei dipendenti, i dispositivi di protezione individuale e la gestione dei casi positivi. E la rilevazione della temperatura corporea sarà facoltativa».
Su questo manuale si era basato un progetto pilota che ha visto il coinvolgimento di otto aziende e 1.274 lavoratori. «L'esito della prima verifica di questo progetto pilota è importante - ha detto l'assessore regionale - La presenza di coronavirus riscontrata tra tutti i lavoratori coinvolti è stata dello 0,4%. Il progetto ora si allargherà con altre ditte che hanno chiesto di partecipare».
L'assessore Lanzarin ha poi concluso citando i dati sui controlli degli Spisal, i servizi di controllo della sicurezza sui luoghi di lavoro: «Ad oggi i controlli sono arrivati a 7.576, per circa 300mila lavoratori».

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