Lunedì, 27 Settembre 2021
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Variante 29, via alla fase operativa. A giugno il via libera dalla giunta di Verona

Nel complesso sono 189 le proposte arrivate. Proposte di ogni dimensione, da interventi di grandi dimensioni fino al piccolo fabbricato. Verona Sud e la Croce Bianca

A Verona, parte la fase operativa della Variante 29, quella che porterà ad una sua approvazione definitiva in giunta entro giugno. Questo è l'obiettivo dell'amministrazione comunale, che non ha mai nascosto di voler accelerare il più possibile il processo di rigenerazione complessiva del territorio urbano attraverso una nuova visione di città pubblica. Una visione che pianifica una parte del tessuto già consolidato, quei tre milioni e mezzo di metri quadrati di aree dismesse e in stato di abbandono o degrado, aree inutilizzate ma con grandi potenzialità per il contesto in cui sono inserite.
È stato approvato il documento riassuntivo della Variante 29, completo di tutti i numeri e in cui sono descritte le manifestazioni di interesse pervenute e i criteri di valutazione tecnico amministrativa applicati. Il documento sarà ora oggetto della concertazione pubblica con le categorie economiche e gli ordini professionali, passaggio previsto per legge per il recepimento di eventuali osservazioni. La strada è comunque spianata, tanto che è già iniziato il dialogo con gli uffici regionali per velocizzare l’esame di tutte le schede e predisporre per tempo la documentazione necessaria.

I NUMERI DELLA VARIANTE 29

Per la Variante 29 sono arrivate proposte di ogni dimensione, da interventi di grandi dimensioni fino al piccolo fabbricato. Verona Sud e la Croce Bianca sono le zone della città con il più alto numeri di manifestazioni presentate, tuttavia in linea generale si può dire che non c’è quartiere che non sia interessato dalla rigenerazione prevista con la variante.
Nel complesso sono 189 le proposte arrivate per le quattro tipologie inserite nel bando. La fetta maggiore, con 111 manifestazioni, è quella che prevede la riqualificazione urbana attraverso interventi localizzati in ambienti degradati, con possibilità di trasferimenti volumetrici nel rispetto del Pat, andando a lavorare all’interno di un'urbanizzazione consolidata. Si prevede infatti di riusare lo spazio, creando nuovi luoghi efficienti sotto tutti i punti di vista ambientali, con lo scopo di incentivare anche la socialità.
Per la seconda tipologia sono arrivate 12 proposte; qui, l’ambito di intervento è sulle aree soggette a degrado ambientale, quindi capannoni, magari di ambito agricolo o pericolosi per la salute pubblica, che si vogliono demolire, rinaturalizzare, prendere in credito edilizio spostando la volumetria in altre parti sempre all'interno del consolidato, dando così un giovamento all’ambiente.
La terza prevede un riuso temporaneo di tre anni, prorogabile a cinque di edifici dismessi o inutilizzati, riattivando così i luoghi, creando nuovi posti di aggregazione, coinvolgendo risorse culturali e associative, per creare nuovi spazi di vita, lavoro, studio e svago. Gli edifici possono essere localizzati su tutto il territorio comunale, ad eccezione della zona agricola. Le proposte arrivate sono 5.
Per la quarta tipologia, che riguarda invece la segnalazione di ambiti di degrado, sono 61 le manifestazioni pervenute.

MASTERPLAN

Elemento portante del documento urbanistico è il coordinamento tra i vari interventi. Non ci sono progetti a spot, opere puntuali senza un disegno omogeneo intorno. La Variante 29 disegna il territorio in base alle diverse caratteristiche e necessità, alla ricerca di un’armonia dei vari contesti.
I Masterplan saranno redatti per gli interventi più complessi o per le aree dove ce ne sono di più, dalla Croce Bianca a Verona Sud, da Montorio a Basso Acquar e al Chievo. Tra le componenti che saranno esaminate e valutate ci sanno sicuramente la viabilità, la presenza di piste ciclabili e ciclopedonali, il verde, i servizi ai cittadini.

I COMMENTI

«Con questa variante prende forma la nostra visione di città - ha detto il sindaco Federico Sboarina - Non c’è zona del territorio che non sarà migliorata dagli interventi che si susseguiranno da qui ai prossimi anni, alcuni sono già iniziati. Uno sviluppo la cui regia e controllo sono sempre in capo all'amministrazione, perché la rigenerazione che vogliamo deve inserirsi correttamente e in modo armonioso nel contesto, senza generare alcun impatto negativo. Abbiamo scelto di accelerare ulteriormente i tempi, investendo tempo e risorse umane, perché riteniamo che questo strumento sia ciò che serve per la città. Anzitutto per togliere finalmente dall’abbandono edifici ed aree in disuso che altrimenti diventerebbero luoghi di degrado, dando loro la possibilità di nuova vita all’interno della zona in cui si insediano. Quindi, perchè l’insieme di questi progetti è un volano straordinario per la nostra economia, che darà lavoro a migliaia di famiglie e aziende. Infine, ma non meno importante, le numerose manifestazioni pervenute e la qualità degli interventi confermano la capacità attrattiva di Verona e del suo tessuto produttivo anche in epoca Covid, elemento per nulla scontato».
«La fase di concertazione è un passaggio di confronto obbligato con le associazioni di categoria e gli ordini professionali - ha aggiunto l'assessore alla pianificazione urbanistica Ilaria Segala - Dopodichè il documento passerà al vaglio del consiglio comunale a fine giugno, per poi andare in Regione, dove è già stato avviato il dialogo e il confronto. Non ci saranno interventi isolati, tutta la progettazione seguirà un filo logico in base al contesto, alle caratteristiche delle proposte e alle necessità del territorio. Per questo verranno redatti dei Masterplan-guida che permetteranno di valutare le scelte migliori».

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