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Traforino delle Torricelle, finanziato studio di fattibilità. «Ci baseremo su dati certi»

Dovrà contenere le analisi dei flussi, quelle tecnico-ambientali e sulla sostenibilità economica. Il sindaco Sboarina: «Nessuna scorciatoia». Ma Bertucco disapprova: «Più che un’opera vera sembra essere un'opera elettorale»

Primo passo per un piccolo traforo sotto alle Torricelle. Fra sei mesi sarà pronto lo studio di fattibilità per la realizzazione della strada urbana di collegamento tra la Valpolicella e la Valpantena. Il Comune di Verona ha indetto il bando, finanziato dal Ministero dei trasporti per circa 120mila euro, per l'incarico ad uno studio di progettazione. Da questo tassello, l'amministrazione comunale partirà per progettare la migliore soluzione per quello che viene comunemente chiamato "traforino", cioè una strada urbana di collegamento fra est e ovest passando per la parte nord della città e quindi sotto le Torricelle.
Lo studio di fattibilità dovrà contenere le analisi dei flussi, quelle tecnico-ambientali e sulla sostenibilità economica. E sarà un'analisi ulteriore che recepisce le osservazioni contenute nel Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (Pums).

Il Pums prevede che la nuova opera sia un collegamento urbano est-ovest di soli 4,4 chilometri fra la Tangenziale Est SP 6 (Valpantena) e Via Preare (Valpolicella). Un tratto, che escluderà i mezzi pesanti, sarà a pedaggio in galleria a canna unica e con due tratti all’aperto. Sarà però senza pedaggio il tratto iniziale di 1,7 chilometri.

«Sono sempre stato favorevole ad un passaggio a nord per alleggerire il traffico di attraversamento che adesso entra in città - ha affermato il sindaco Federico Sboarina - Se ne parla da decenni e chi ci ha preceduto non è arrivato da nessuna parte. Per opere di questo tenore non si possono cercare scorciatoie, per realizzarle non si deve partire dalla fine e cioè da un progetto e basta. Come per costruire una casa bisogna partire da salde fondamenta altrimenti non starà mai in piedi. Per il traforino vogliamo decidere sulla base di dati certi. Partendo dai dati del Pums, lo studio di fattibilità farà un approfondimento tecnico sia sul tipo di opera ma soprattutto sulla sua bancabilità. Senza la sostenibilità economica non si va da nessuna parte».
«L'obiettivo è creare una strada di collegamento a nord della città con presupposti diversi da quelli del passato - ha spiegato il vicesindaco Luca Zanotto - Saranno verificate la sostenibilità economica e ambientale, per capire se effettivamente quest’opera potrà essere un’alternativa alle problematiche di traffico, ad esempio al Teatro Romano e in Via Mameli. Richiederemo anche uno studio del traffico, che attesterà se c’è veramente l’esigenza delle persone che provengono da punti diversi di attraversare in quel punto. Partiamo quindi dalle basi e, se ci saranno i presupposti, costruiremo questa soluzione alternativa. Quello che andremo a richiedere con questo bando sarà anche un approfondimento su alcuni aspetti tematici ben precisi. Il primo dal punto di vista trasportistico, con un focus particolare sulla zona di Veronetta, e il secondo sull’aspetto economico-finanziario. Infine un cronoprogramma di realizzazione».

«Siamo sicuri che questa sia la priorità per spendere i soldi del Ministero dei trasporti?», ha chiesto il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, sempre contrario all'ipotesi di un traforo (o traforino) delle Torricelle. «D'altra parte da anni, nelle pieghe del Piano triennale delle Opere, è rispuntato un traforino da 120 milioni di euro che dovrebbe realizzare "il collegamento est-ovest a nord della città". Con l'unica eccezione delle cifre assai ridimensionate, il modus operandi dell'amministrazione Sboarina è uguale identico a quello della precedente amministrazione Tosi: secondo le poche informazioni contenute nel Piano, l’opera dovrebbe essere finanziata interamente dai privati. Ammesso e non concesso che l’Autostrada dia i famosi 54 milioni di euro, quali sarebbero i privati pronti a finanziare il resto della spesa? Più che un’opera vera sembra essere un'opera elettorale».

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