Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Chievo Verona, Federico Sboarina: «Abbiamo fatto il possibile per salvarlo»

Il sindaco ha precisato quello che la sua amministrazione poteva fare per evitare la sparizione del club gialloblù ed ha replicato al presidente Campedelli: «Non scaricare le colpe della situazione attuale su altri»

Nelle ultime settimane il Chievo Verona è stato sotto le luci della ribalta, ma non per meriti sportivi. La sua richiesta di iscrizione al campionato di Serie B è stata respinta e a nulla finora sono valsi i tentativi di ribaltare questa decisione. Fra le norme sportive della Figc e i pronunciamenti giudiziari, molto sono stati i fatti vissuti e le dichiarazioni rilasciate. E proprio per precisare il proprio ruolo ed il proprio rapporto con il club clivense, il Comune di Verona è intervenuto questa mattina, 25 agosto, in via ufficiale.

In queste vicende sportive, l'unico ruolo che un Comune può avere è quello di adoperarsi per salvare il titolo sportivo. Ed è ciò che è stato fatto. A seguito dell’esclusione del Chievo da parte della Federazione gioco calcio dal campionato, il sindaco Federico Sboarina si era messo in contatto con il presidente della Figc Gabriele Gravina per poter trovare una soluzione che garantisse la Serie D nel caso in cui qualcuno volesse rilevare il titolo sportivo. Una modalità per salvare la storia calcistica, i valori ma soprattutto il bacino di giovani calciatori. Nessun progetto è stato presentato al Comune e quindi nessuna società ha iscritto il Chievo al campionato. Al di fuori di questa procedura, non ci sono altre azioni che competano al Comune.
Il presidente gialloblù Luca Campedelli, in una recente intervista, ha dichiarato che lui avrebbe voluto partecipare alla manifestazione di interesse indetta dal Comune per trovare progetti di salvataggio del Chievo. Avrebbe avuto bisogno però di una deroga da parte del sindaco che non sarebbe avviata. L'amministrazione comunale ha però precisato che non esistono norme che prevedono questa possibilità.
Infine, dal momento che la giustizia sportiva ha decretato l'esclusione della società di Campedelli dal campionato, l’unica via possibile è solo in mano alla giustizia ordinaria e domani il Consiglio di Stato si riunirà proprio per discutere in merito al mancato pagamento dell'Iva da parte del Chievo dal 2014 al 2018. La strada, però, per salvare il titolo sportivo non è ancora chiusa perché il Comune, grazie alla disponibilità della Figc, ha ottenuto la possibilità di far ripartire il Chievo dalla prossima stagione, nel caso in cui arrivasse un progetto societario sostenibile e rispettoso della storia gialloblù.

Per quel che riguarda i rapporti tra Comune di Verona e Chievo Verona, dal 2017, l'amministrazione si è interfacciata con il club per l'utilizzo dello stadio Bentegodi. Stadio per cui il Chievo non paga i canoni di concessione dal 2014. Per questo, il club ha accumulato un debito di circa 3 milioni di euro con il Comune. Nel 2019, in parallelo, anche con l’Hellas Verona è stata avviata la procedura per il recupero dei canoni e individuata una rateizzazione, dato che anche l'Hellas aveva degli arretrati non pagati. Ad oggi, l'Hellas è in regola con i pagamenti, mentre il Chievo, dopo aver pagato la prima rata nel 2019, non ha più proseguito nei pagamenti.

«Ritengo ingenerose e inaccettabili le affermazioni dal presidente Campedelli - ha replicato ancora il sindaco Sboarina - Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità per ciò che ha fatto o non ha fatto, e non scaricare le colpe della situazione attuale sulla Federazione, sul Comune o chissà chi altri. Non c'è alcuna possibilità di deroghe. Per la Federazione, questa società non poteva iscrivere la squadra al campionato. L’unica possibilità è quella della giustizia ordinaria, che potrebbe accogliere i ricorsi del Chievo e obbligare la Figc a ritornare sui suoi passi. Il sindaco non può fare altro che capire se ci sono altre realtà disposte a rilevare il titolo sportivo. Nessun'altra azione è possibile. Comunque è da settimane che lavoro con la Figc perché una realtà calcistica importante con famiglie e ragazzi com’è il Chievo, non venga dispersa, quindi a fronte di un progetto sostenibile l’anno prossimo si potrà salvare il titolo sportivo E il debito che la società ha con il Comune non ha niente a che fare con le procedure descritte finora. Oltre alle vicende dell'iscrizione al campionato, la società del Chievo ha il vecchio problema del pagamento dello stadio, con Campedelli che deve ai cittadini veronesi 3 milioni di euro per i mancati canoni dal 2014 ad oggi. È ovvio che il Comune, così come ha fatto con l'Hellas, abbia fatto tutte le mosse necessarie per rientrare del credito, andate a buon fine con l'altra squadra ma non con il Chievo che ha pagato una sola rata nel 2019. Situazione debitoria che peraltro la società ha anche nei confronti di altri soggetti».

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