Un lavoro per gli ex detenuti, rinnovata convenzione col carcere di Montorio

Proseguirà per altri tre anni la collaborazione con il Comune di Verona per l'inserimento lavorativo degli ex detenute o di chi è soggetto a misure alternative alla detenzione

 

Dal servizio di guardiania nei palazzi comunali, alla manutenzione del verde o delle strade. Prosegue la collaborazione tra il Comune di Verona e il carcere di Montorio per l'inserimento lavorativo delle persone ex detenute o soggette a misure alternative alla detenzione. Un progetto nato anni fa dall'impegno della Garante dei diritti delle persone private della libertà personale Margherita Forestan e portato avanti assieme a Udepe (Ufficio Distrettuale Esecuzione Penale Esterna), Ufficio di Sorveglianza, Fondazione Esodo della Caritas Diocesana e Consorzio Solco.

Il rinnovo della convenzione, che rientra nel ‘Progetto Esodo’, è stato firmato ieri, 3 marzo, in municipio e prolungherà di altri tre anni la collaborazione già avviata. L'accordo prevede l'attivazione di tirocini retribuiti, di attività di pubblica utilità o di lavori gratuiti e volontari da prestare in favore della comunità. Tra questi, ad esempio, la guardiania di Palazzo Barbieri.
L'inserimento di nuove persone è preceduto da interventi formativi e di accompagnamento sulle modalità di svolgimento delle attività richieste, al fine di garantire la piena autonomia nelle mansioni affidate.
È la direzione del carcere, insieme all'Udepe, sulla base delle esigenze comunali, ad individuare le persone idonee e la collocazione più opportuna per valorizzarne le risorse, previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria.

L'accordo è stato illustrato dall'assessore ai servizi sociali Maria Daniela Maellare, insieme alla Garante Margherita Forestan, alla direttrice della casa circondariale Maria Grazia Bregoli, alla responsabile dell'area servizio sociale Uepe di Verona Adele Lonardi, ad Alessandro Ongaro di Caritas e a Matteo Peruzzi di Solco.
«Un progetto che ha come obiettivo principale l'inclusione nel tessuto sociale delle persone che sono state in esecuzione esterna e interna - ha spiegato Maellare - E, allo stesso tempo, un modo per garantire servizi utili e preziosi per la comunità. Un collegamento fortissimo con il mondo del terzo settore che ci dà una visione a 360 gradi sulle diverse problematiche che affrontano coloro che escono dal carcere. Ringrazio la garante Forestan per il grande lavoro fatto negli ultimi anni, così come per l’impegno e la passione messa a servizio della città e della realtà carceraria. Il suo mandato sta per concludersi, ma speriamo di averla sempre al nostro fianco».
«Anche da parte nostra e della popolazione detenuta il ringraziamento alla dottoressa Forestan, è merito suo se esiste tutto questo - ha spiegato Bregoli - Lei ha saputo dare una svolta decisiva e importante sull’esecuzione della pena, trasformandola in una occasione di reinserimento e riscatto sociale. Come questo accordo che rinnoviamo oggi».
«Insieme, facendo rete, questi progetti sono possibili e funzionano - ha aggiunto Forestan - Progetto Esodo, divenuto poi Fondazione, è un modello a livello regionale che ci rende davvero orgogliosi. La stessa Regione ha preso da esempio questa iniziativa per le attività da promuovere su tutto il territorio. Una soddisfazione per la città e il Comune».
«Queste persone si sentono riconosciute e orgogliose di quello che fanno - ha sottolineato Lonardi - Siamo tutti esseri umani e questo servizio non è solo un modo per dare un’occupazione ma anche un motivo di grande gratificazione».
«All’interno dei territori sui quali operiamo, ben 5 province venete, quello di Verona è l’unico Comune che ha attivato una convenzione, prendendo un impegno specifico e oneroso - ha affermato Ongaro - Questa sinergia assume un valore concreto per la vita di tante persone».
«La rete deve continuare ad operare - ha concluso Peruzzi - Un quarto delle persone seguite in questo progetto hanno trovato uno sbocco lavorativo».

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