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Arena di Verona cerca "67 colonne" (ma anche di più) per la ripartenza

Il sindaco Federico Sboarina: «Abbiamo ideato una raccolta fondi aperta a tutti e grazie anche all’Art Bonus tutte le categorie economiche potranno abbracciare e sostenere la più importante realtà culturale scaligera»

 

È ormai evidente a tutti che la pandemia da Covid-19 nell'ultimo anno ha inciso profondamente sull'economia, sul clima psicologico e sulle aspettative verso il futuro delle attività artistiche e del tessuto economico-sociale veronese e italiano. In tal senso, Fondazione Arena di Verona ha lavorato con determinazione e non ha rinunciato alla sua stagione lirica estiva 2021, confermandone per intero date, titoli e cast, seppur presentando diversi ma più tecnologici allestimenti scenografici e disegnando per il Teatro Filarmonico una stagione artistica basata anche su titoli rari, di grande spessore artistico.

IL PROGETTO 67 COLONNE PER L'ARENA DI VERONA

E per potenziare una delle istituzioni cardine dell'economia e della cultura di Verona e del suo territorio, è stato lanciato un importante progetto denominato 67 Colonne per l’Arena di Verona. Il nome suggerisce l'idea di ricostruire idealmente la cinta più esterna delle arcate areniane, distrutta nel 1117 da un terribile terremoto, grazie all'abbraccio di imprenditori, e non solo, uniti dall'amore per l'Arena. Un appello che si rivolge a privati e aziende, uniti dall'obiettivo comune di sostenere Fondazione Arena in virtù del suo ruolo centrale nella storia, nella cultura e nell’economia del territorio.
L'Art Bonus, attraverso la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale e artistico, costituisce una fondamentale chiave di rilancio economico per il territorio veronese. L'obiettivo è incrementare il dato del 2020, pari a 1.960.700 euro, con un contributo di minimo un milione, per dare quel segnale di ripartenza così fortemente atteso.

«L'Arena è il gioiello della nostra città, il tempio della musica a livello internazionale, il biglietto da visita di Verona nel mondo, e questo è il momento storico per scendere tutti in campo al suo fianco - ha affermato il sindaco di Verona Federico Sboarina, presidente di Fondazione Arena - Oggi, per la chiamata alle armi di ogni singolo cittadino, ricordo il terremoto del 1117, che ha distrutto l'anello esterno lasciando in piedi solo l'ala che ci caratterizza. Un analogo scossone lo stiamo vivendo adesso, siamo nella fase della ripartenza dalla crisi economica e la nostra Arena deve esserne il simbolo mondiale. L'Arena è il patrimonio che ogni veronese orgogliosamente sente suo, perciò abbiamo ideato questa occasione di raccolta fondi aperta a tutti. Grazie a questo meccanismo e all’Art Bonus, tutte le categorie economiche potranno abbracciare e sostenere la più importante realtà culturale scaligera. Senza contare che da qui parte un segnale nazionale e internazionale di ripartenza della cultura e degli spettacoli. È proprio nei grandi momenti di difficoltà che emerge la nostra capacità di fare squadra e di unirci attorno ad un unico grande obiettivo. Serve il contributo, grande o piccolo, di tutti. Insieme possiamo ricostruire virtualmente le 67 colonne esterne dell'Arena, un'operazione che avrà una ricaduta importante per tutto il territorio e per la nostra economia che è pronta per essere rimessa in moto velocemente».
Fortemente sostenuto da tutta la dirigenza di Fondazione Arena, il progetto 67 Colonne per l’Arena di Verona vede in prima fila la sovrintendente e direttrice artistica Cecilia Gasdia che sottolinea: «Voglio ricordare ancora una volta che in base al più recente studio sull'argomento dell'università di Verona, il festival lirico areniano produce un impatto economico sul territorio pari a 500 milioni, cioè all'1,5% del pil complessivo della provincia. Ma la vita non è fatta di soli numeri, e un’Arena forte, presente e solida è per la città anche e soprattutto uno stimolo positivo, una speranza, in uno dei momenti più grigi, difficoltosi e tormentati della nostra storia: un invito alla creatività. Verona, come collettività civile, ha bisogno di noi, per tornare a credere, sperare e progettare un futuro. Auspichiamo che con noi si schierino i grandi mecenati della città, siano essi privati o aziende, per combattere e vincere insieme le difficoltà del nostro presente e trovarci ancor più compatti ed affiatati nel prossimo futuro».

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