Venerdì, 25 Giugno 2021
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Indagine sull'organizzazione Ultima Legione, perquisizioni anche a Verona

Il movimento politico di estrema destra è accusato di aver previsto l'uso della violenza come strumento di lotta politica e di aver diffuso via internet materiale incitante all'odio ed alla discriminazione razziale, etnica e religiosa.

C'è anche Verona nella lista delle 18 città in cui questa mattina, 20 maggio, sono state eseguite perquisizioni nell'ambito dell'operazione denominata Nobis e guidata dai poliziotti della Digos de L'Aquila. I colleghi della Digos veronese hanno collaborato per le perquisizioni nel territorio scaligero. Ed insieme a loro, hanno partecipato all'operazione condotta dagli agenti abruzzesi anche gli uomini delle Digos di Venezia, Vicenza, Milano, Como, Chieti, La Spezia, Genova, Pescara, Terni, Macerata, Piacenza, Modena, Lecce, Fermo, Roma, Cosenza e gli uomini della Polizia Postale.
Complessivamente sono state 25 le perquisizioni e complessivamente sono 30 gli indagati nell'inchiesta che si è concentrata sull'organizzazione di estrema destra Ultima Legione. Il movimento politico è accusato di aver previsto l'uso della violenza come strumento di lotta politica e di aver diffuso via internet materiale incitante all'odio ed alla discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Le indagini sono state condotte con il coordinamento della Procura de L'Aquila, della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e della Direzione centrale della polizia di prevenzione.
Il lavoro degli investigatori è partito nel 2019 e dai primi componenti dell'Ultima Legione in Abruzzo si è poi allargato ad altri componenti attivi nel resto del territorio nazionale. Il materiale raccolto dagli agenti era stato condiviso dai sodali dell'organizzazione attraverso WhatsApp e Telegram ed anche attraverso social network come Facebook o come il russo VKontakte. I contenuti di questo materiale avrebbero incitato alla violenza come unico metodo politico. Un violenza che avrebbe previsto anche l'utilizzo di armi. Oltre a questo, il materiale visionato avrebbe contenuto concetti come la negazione della Shoah e l'esaltazione di leggi razziali contro ebrei, islamici e stranieri. Alcuni aderenti all'Ultima Legione si sarebbero inoltre definiti fascisti, arrivando a disprezzare i valori della Resistenza e della Costituzione. Gli investigatori hanno tenuto d'occhio anche i raduni organizzati dall'Ultima Legione. Riunioni di tipo organizzativo o di propaganda, che si sarebbero svolti in date e in luoghi fortemente simbolici per i fascisti, come Predappio, luogo di nascita di Benito Mussolini.

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