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Reperti ossei sconosciuti in una camera ipogea sotto l'arca di Mastino II

Una scoperta fatta durante i rilievi digitali del capolavoro dell'arte gotica, realizzati dal dipartimento di ingegneria civile e architettura dell'università di Pavia e finanziati dal club Rotary di Verona

 

Resti scheletrici sotto la monumentale arca funebre di Mastino II udella Scala a Verona. È questa la scoperta fatta durante i rilievi digitali del capolavoro dell'arte gotica, costruito tra il 1340 e il 1351. Rilievi realizzati dal dipartimento di ingegneria civile e architettura dell'università di Pavia e finanziati dal club Rotary di Verona.
I resti sono stati trovati in una camera ipogea posta sotto l'arca di Mastino II e potrebbero appartenere alla famiglia dello scaligero. Per approfondire questa scoperta il soprintendente Vincenzo Tinè ha accolto la proposta della direzione Unesco e ha messo a disposizione i funzionari specialisti della Soprintendenza di Verona per una verifica archeo-antropologica del contenuto dell'arca. «Il generoso contributo del Rotary Verona ha perciò generato una puntale collaborazione istituzionale tra Soprintendenza, Comune e università per lo studio dell'arca scaligera secondo linee di ricerca di grande interesse, foriere di sviluppi originali», ha commentato il club veronese.

conferenza rotary mastino
(Sandro Parrinello con il calco dell'arca di Mastino II)

Tutto è nato dall'occasione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Un anniversario che il presidente del Rotary Verona Renzo Niccolai ha voluto rimarcare con una donazione al Comune di Verona. Il club ha sostenuto economicamente il lavoro di un gruppo di giovani ricercatori guidati dal professor Sandro Parrinello. Il loro compito era quello di realizzare il rilievo digitale e la mappa del degrado dell'arca funebre.
Il gruppo di lavoro ha operato con strumentazione ad altissima tecnologia ed il suo contributo professionale e scientifico consente agli uffici comunali di avere una pianta, un alzato ed un rilievo tridimensionale dell'arca estremamente precisi.
Sui disegni dell’arca, ripresa in modo lenticolare in tutti i suoi punti, è stata stesa una accuratissima mappa del degrado. Questa ricca documentazione, consegnata sia in formato cartaceo e che in formato digitale, permetterà al Comune di procedere alla realizzazione di un progetto di restauro architettonico della tomba signorile, secondo le indicazioni della Soprintendenza.

conferenza rotary mastino 2-2
(La presentazione della donazione del Rotary al Comune di Verona)

Inoltre, il Rotary Verona parteciperà assieme al Comune ad iniziative divulgative del rilievo dell'arca, le quali potranno avvalersi di un modello in scala 1:30 del monumento funebre, molto utile anche per la fruizione dei non vedenti. Nel corso di questi appuntamenti verrà creata l'occasione per approfondire dal punto di vista artistico e iconografico il monumento funebre. E verrà anche raccontato come la Divina Commedia di Dante Alighieri iniziò a diventare un riferimento generale per la poesia in volgare proprio durante a signoria di Mastino II.

«Il rilievo architettonico completo sull'Arca di Mastino II, finalizzato alla predisposizione del progetto di restauro - ha spiegato l'assessore ai rapporti con l'Unesco Francesca Toffali - è stato effettuato nei mesi scorsi dall'università di Pavia, portando alla luce interessanti novità sul monumento. La camera sepolcrale sottostante, in cui sono visibili numerosi reperti ossei, sarà oggetto di una più approfondita analisi da parte degli archeologi della Soprintendenza. Un risultato davvero sorprendente, una sorpresa di Pasqua che non ci aspettavamo e di cui non possiamo che ringraziare il club Rotary di Verona».
«Un risultato frutto di un'ampia collaborazione fra istituzioni e competenze diverse - ha sottolineato il soprintendente Tinè - È la conclusione della prima fase di studio di un generale progetto di intervento per la sistemazione dell’importante monumento funerario di Mastino II. È stata data visibilità a nuovi aspetti dell’Arca, che saranno oggetto di analisi da parte degli archeologi della Sovrintendenza. Oltre a raccogliere questa splendida documentazione di analisi digitale, infatti, la Soprintendenza si occuperà di verificare, capire e guidare il successivo intervento di recupero».

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