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Domenica, 23 Gennaio 2022

Una mostra ripercorre «cinque secoli di solidarietà in Via Marconi»

Realizzata dalla Fondazione Fevoss Santa Toscana e dall'Istituto Assistenza Anziani di Verona, l'esposizione è stata aperta nella chiesa di Santa Caterina alla Ruota

Ieri, 27 novembre, è stata inaugurata la mostra realizzata dalla Fondazione Fevoss Santa Toscana e dall'Istituto Assistenza Anziani (Iaa) di Verona. Una mostra ispirata dalle curiosità espresse dai numerosi frequentatori del Bazar Solidale, progetto della Fondazione che il 4 ottobre 2019 ha visto i natali negli spazi di Via Marconi 21 concessi dall'Iaa.
L’esposizione, dal titolo «Nel cuore di Via Marconi, cinque secoli di solidarietà», è stata aperta nella chiesa di Santa Caterina alla Ruota con una conferenza tenuta dai professori Lorenzo Facci e Mario Gecchele e impreziosita dagli intermezzi musicali del violista Alberto Danelon.

inaugurazione mostra fevoss-2

«La mostra, un percorso di undici pannelli, getta luce sulla storia di questo importante complesso architettonico situato nel cuore della città, che ospita da ben cinque secoli enti e istituzioni la cui missione è il sostegno alle persone bisognose di aiuto - ha spiegato Paola Agostini, responsabile del progetto Bazar Solidale della Fondazione Fevoss Santa Toscana - È stato emozionante anche per i nostri volontari scoprire, grazie all’accurato lavoro di ricostruzione storica dei curatori Facci e Gecchele, come esista un fil rouge che collega il passato e il presente dei luoghi che frequentano, proprio nel segno della solidarietà. Curioso anche il fatto che Santa Caterina d'Alessandria, popolarmente detta alla Ruota per uno degli strumenti del martirio e celebrata proprio in questi giorni, il 25 novembre, sia la santa protettrice anche delle sarte che vengono dette catarinette. E all’interno del Bazar di Via Marconi si trova anche la Sartoria Fili di Bene, che realizza modifiche sartoriali e propone creazioni originali, il cui ricavato serve a finanziare progetti in favore di persone in difficoltà. Davvero un cerchio che si chiude».

Dal Cinquecento, questo isolato di Via Marconi ha ospitato prima il monastero e la chiesa di Santa Caterina, consacrata nel 1564, poi le Case di Ricovero e dell’Industria, destinate ad accogliere i poveri della città e gli orfani. Nel 1813, nell’attiguo Ospedale della Misericordia, don Carlo Steeb e suor Vincenza (Luigia Poloni) iniziarono l’opera di assistenza ai malati: tutto il complesso divenne poi sede dei primi Ospedali Civici Riuniti, fino al 1964, anno del trasferimento nella nuova sede di Borgo Trento. Nel 1973, infine, la Casa di Ricovero assunse la denominazione attuale di Istituto Assistenza Anziani. E questo, nel 2019, ha concesso alcuni locali al Bazar Solidale della Fondazione Fevoss Santa Toscana, altrettanto vocata al sostegno delle persone in difficoltà.

chiesa e monastero santa caterina-2

Peccato che proprio il luogo dove questa secolare storia di bene è partita, la chiesetta di Santa Caterina alla Ruota, peraltro scrigno di opere d’arte di pregevole valore, sia oggi interdetta al pubblico. «Nel 2017, l'amministrazione dell'istituto è stata costretta alla chiusura per il cedimento strutturale della volta dell’unica navata. Nel 2019 la riapertura, grazie al posizionamento di reti metalliche che hanno consentito la messa in sicurezza e la frequentazione delle funzioni religiose da parte della comunità del quartiere, in attesa dell’imponente intervento di ristrutturazione che si è reso necessario - ha raccontato Alessandro Cappiotti, presidente dell’Istituto Assistenza Anziani, ente proprietario - Purtroppo il giorno di Natale del 2020 a causa del Covid è venuto a mancare don Graziano Mencarelli, il prete che alloggiava nei locali soprastanti e garantiva la celebrazione della messa. Da allora la chiesa è rimasta chiusa, ma la Curia ci ha da poco annunciato che nel corso del 2022 sarà assegnato un altro sacerdote e Santa Caterina potrà finalmente riaprire ai fedeli. Speriamo intanto che questa pregevole iniziativa di promozione culturale di Fondazione Fevoss Santa Toscana ci aiuti a riaccendere i riflettori su questa perla architettonica ancora poco conosciuta di Verona. Prosegue infatti la nostra attività di fundraising per trovare le risorse necessarie per i lavori, stimate in oltre 700mila euro: ci rivolgeremo all’art bonus e alle Fondazioni del territorio, con l’auspicio che questo possa tornare prestissimo un luogo aperto ai cittadini e di condivisione per tutta la comunità del quartiere».

Nel frattempo, il contenuto della mostra diventerà un libro dal titolo «Cinque secoli di solidarietà» (Edizioni03), a cura di Alfredo dal Corso, presidente della Fondazione Fevoss Santa Toscana, disponibile sul sito dell'editore e, su ordinazione, in tutte le librerie italiane. Il ricavato servirà a finanziare ulteriori iniziative solidali.

La mostra, patrocinata dal Comune di Verona e realizzata con il fondamentale contributo di Phoenix Group, sarà visitabile fino al 4 dicembre 2021 negli spazi del Bazar Solidale di Via Marconi 21 dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

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