Zaia: «Vogliamo creare banca del sangue di chi è guarito da Covid-19»

Il presidente regionale vuole portarsi avanti nel caso venisse validata la sperimentazione della cura attraverso il plasma dei pazienti guariti

 

«Presto comunicheremo anche all'Istituto superiore della sanità i risultati dei dodici primi pazienti curati con la terapia sierologica. Le cure hanno avuto un esito incoraggiante e quindi ci sarà in via prudenziale una chiamata alla raccolta del sangue di tutti i pazienti guariti da Covid-19». Questo l'importante annuncio fatto oggi, 6 maggio, dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia nell'appuntamento quotidiano sull'emergenza coronavirus.
L'ente regionale vuole creare una banca del sangue prelevato da chi ha sconfitto la malattia e quindi ha sviluppato gli anticorpi per annientare il virus. In via sperimentale, infatti, è stata utilizzata anche in Veneto la cura dei malati Covid attraverso gli anticorpi presenti nel plasma dei guariti. I risultati, a detta di Zaia, sarebbero promettenti e quindi la Regione vuole organizzare un'enorme campagna di raccolta del sangue, prelevandolo possibilmente da tutti coloro che hanno gli anticorpi, ovvero gli antagonisti naturali del virus. «Abbiamo già un deposito, ma la nostra idea è quella di costituire la più grande banca del sangue dei guariti - ha spiegato il presidente Zaia - Se la sperimentazione verrà validata, noi non possiamo permetterci di non avere un magazzino con questo sangue. Un sangue che si può conservare per due anni e che sarebbe comunque utile nelle donazioni. Solo che questo sangue ha anche qualcosa in più: gli anticorpi neutralizzanti del coronavirus. Quindi non è uno spreco e la raccolta sarà fatta su base volontaria. Io, però, mi appello al senso civico di tutti. Visto che la sanità del Veneto ha curato questi pazienti, la donazione del loro sangue potrebbe essere un bel ringraziamento».

Oltre a questa notizia, che ovviamente ha attirato l'attenzione di tutti coloro che hanno seguito l'aggiornamento del presidente Zaia, sono stati forniti come sempre i dati sulla diffusione del coronavirus in regione. «Siamo scesi sotto i mille ricoverati Covid in ospedale», ha evidenziato il presidente del Veneto, che ha comunque ripetuto l'appello a non abbassare la guardia e ad indossare sempre e in modo corretto i dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherine).

Sull'economia, Zaia ha riaffermato il desiderio di riaprire le attività che ancora sono chiuse. Secondo il presidente del Veneto, con guanti, mascherine, gel igienizzati e distanziamento sociale potrebbero riaprire anche bar e ristoranti, senza obbligare l'esercente a dotarsi di divisori in plexiglass. Inoltre, un altro desiderio di Zaia è quello di aprire la stagione turistica prima della data ipotizzata dell'1 giugno.

Nella coda dell'appuntamento di oggi, il microfono è stato dato anche all'assessore alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin, che nel pomeriggio avrà un incontro con le associazione del settore per presentare un piano per attivare servizi di custodia e accudimento di bambini di età compresa tra 0 e 6 anni. Inoltre, sempre Manuela Lanzarin ha anticipato qualche dato aggiornato sul continuo monitoraggio con test rapidi e test a tampone nelle case di riposo. «Gli anziani ospiti positivi al coronavirus al momento sono 2.046 (6,3% del totale) e in una settimana sono calati di 276 unità - ha detto l'assessore regionale - Gli operatori delle case di riposo venete positivi sono 1.025 (3,3% del totale), quindi -79 in una settimana».

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