«Modello Veneto» nella lotta al coronavirus a Le Iene: «Zaia controcorrente»

«L'aver fatto tamponi a tappeto ha salvato delle vite?», questo il quesito posto nel servizio andato in onda nel popolare programma Mediaset

 

«Coronavirus e tamponi: la "disobbedienza" civile di Zaia ha salvato vite?». Questo il titolo del servizio andato in onda ieri, 21 aprile, nel popolare programma televisivo di Mediaset Le Iene.

Antonino Monteleone e Marco Occhipinti hanno raccontato quello che è stato ribattezzato il «Modello Veneto» nella lotta al coronavirus, ovvero la scelta controcorrente del presidente Luca Zaia di puntare molto sui test a tampone per individuare i cittadini contagiati dal virus, anche se asintomatici, in modo tale da poterli isolare, interrompendo così la possibile catena dei contagi. Una scelta presa da Zaia fin dal primo focolaio, quello di Vo' Euganeo, e portata poi avanti grazie anche alla spinta del professor Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell'azienda ospedaliera di Padova, il quale già da gennaio ha chiesto all'azienda ospedaliera di fare scorte del necessario per fare gli esami, ipotizzando possibili contagi che si sono poi verificati a partire dal mese successivo.

Nel servizio di Monteleone e Occhipinti sono stati messi in fila i messaggi anche contraddittori trasmessi da esponenti del mondo scientifico, da chi sosteneva il rischio zero per i contagi in Italia a chi riteneva il Covid-19 un'influenza leggermente più aggressiva. E poi c'è anche il mistero dei cittadini che continuano a risultare positivi al virus, nonostante l'isolamento canonico per 14 giorni. Mistero che il professor Crisanti spera di poter risolvere con la nuova iniziativa scientifica che in questa settimana dovrebbe iniziare sempre a Vo' e che dovrebbe durare circa sei mesi.

Ma il contrasto maggiore messo in luce dal servizio de Le Iene è quello sui tamponi. In un periodo in un cui la comunità scientifica sconsigliava di svolgere tamponi a tappeto su tutta la popolazione, il Veneto è andato nella direzione opposta, diventando il territorio che in tutto il mondo ha svolto il maggior numero di tamponi in rapporto al numero di abitanti. E le critiche che all'epoca erano state rivolte a Zaia, ora vengono rigirate dal presidente regionale: «Perché la comunità scientifica non ha consigliato a tutti di comprare mascherine, respiratori e tamponi? - si è chiesto Zaia davanti alle telecamere del programma Mediaset - Ed è grave che nel mondo scientifico sia stato detto che i tamponi non andavano fatti diffusamente».

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