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Nuova sede per il corso di medicina delle università di Trento e Verona

Studenti, docenti e personale tecnico e amministrativo si sono trasferiti a Palazzo Consolati, nel cuore del capoluogo trentino

 

Il nuovo corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia a ciclo unico tra gli atenei di Verona e Trento ha trovato casa. Una sede prestigiosa: in un palazzo ricco di storia, nel cuore del capoluogo trentino. La cerimonia di inaugurazione è avvenuta al termine dei lavori di restauro, che hanno reso la struttura funzionale alle esigenze didattiche. Ma già da qualche giorno studenti, studentesse, personale docente e tecnico e amministrativo hanno lasciato il collegio Bernardo Clesio di Via Santa Margherita, sede nelle prime settimane di lezione, per trasferirsi a Palazzo Consolati in Via Santa Maria Maddalena.

Gli iscritti al corso sono 60, di cui 31 donne. Sul totale, 41 sono residenti in Trentino Alto Adige (36 in Trentino e 5 in Alto Adige). Un gruppo consistente (16) arriva dal Veneto. Ci sono poi tre provenienze singole da Lombardia, Sicilia e Sardegna.
Ben 47 immatricolati in fase di iscrizione alla prova selettiva avevano indicato Trento come prima scelta. I posti disponibili erano 60. Erano state 675 le iscrizioni per sostenere in settembre a Trento il test d’ingresso nazionale per l’ammissione. Delle 675 candidature, 450 avevano indicato l’Università di Trento come sede di prima scelta dove studiare medicina e chirurgia (360 di loro avevano affrontato la prova a Trento Fiere, gli altri in altre città). Chi l’ha superata, oggi è alle prese con biologia generale, chimica e propedeutica biochimica, fisica medica e informatica per la medicina e nelle videointerviste ha raccontato le motivazioni e quanto l'emergenza Covid-19 abbia influito sulla scelta, mentre i docenti hanno espresso già impressioni positive sull’impegno dimostrato nello studio.

L'inaugurazione è stata organizzata in videocollegamento su Zoom con la partecipazione in presenza limitata a poche persone. A tagliare il nastro il rettore dell'università di Trento Paolo Collini con il rettore dell'università di Verona Pier Francesco Nocini assieme al presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti.
Per Paolo Collini: «Questo taglio del nastro segna il passaggio dal progetto alla costruzione di una realtà unica nel panorama italiano. Il corso di studi interateneo in medicina e chirurgia, infatti, innovativo e pluridisciplinare, risponde alla richiesta sempre più forte di formare professionisti dalla solida preparazione medica di base e al tempo stesso ben formati all'uso delle tecnologie per la salute. Anche l'emergenza sanitaria di Covid-19 ha dimostrato quanto ciò sia importante. Il nostro progetto ha poi l’ambizione di fare del tema della salute un traino alla tanta ricerca di qualità dell'ateneo anche nello sviluppo delle scienze e delle tecnologie a più ampio spettro».
«Arriva così a compimento un percorso iniziato alla fine dell’anno scorso, portato avanti con grande entusiasmo - ha aggiunto Nocini - che vede il rafforzamento della storica collaborazione, più che ventennale, tra i due atenei. L'istituzione, a breve, della Scuola e del dipartimento di Medicina a Trento consentirà di realizzare la piena integrazione delle attività assistenziali, formative e di ricerca svolte dalle due università in collaborazione con il servizio sanitario nazionale e provinciale. Oggi che si apre questo nuovo cammino di speranza e di aspettative per il futuro dei nostri giovani, dedico un pensiero a tutti coloro che purtroppo sono deceduti in questo periodo di pandemia; in particolare a tutti gli operatori sanitari; ci auguriamo che la loro testimonianza ed il loro sacrificio sia da guida ed esempio nel percorso formativo dei nostri studenti di medicina e di tutte le professioni in ambito sanitario».
Parole di apprezzamento anche da Maurizio Fugatti: «L’avvio del corso di laurea rimane uno dei momenti di questa legislatura che ricordo con maggiore orgoglio e soddisfazione, sentimenti condivisi con la giunta e con tutti coloro che lo hanno reso possibile. Siamo riusciti in un lasso di tempo brevissimo, lavorando insieme all'università, a tradurre in realtà quello che sembrava, fino a poco tempo fa, solo un sogno. La sfida però è solo agli inizi. Questa sede prestigiosa rappresenta in questo senso un ottimo punto di partenza: nelle sue aule si formerà, ci auguriamo, parte della classe medica del Trentino di domani. Dobbiamo coltivare e valorizzare questo importante patrimonio, fatto innanzitutto di persone, prima ancora che di mura, per quanto splendide. Un patrimonio di giovani motivati e capaci, ai quali affideremo la nostra salute, il bene più prezioso. Inaugurare questa sede in un momento così difficile, a causa della pandemia, rappresenta quindi in definitiva un segnale di speranza, rivolto a tutta la comunità, e una testimonianza del valore rappresentato dall’Autonomia».

A completare la cerimonia sono stati la prorettrice alla didattica dell’ateneo trentino Paola Iamiceli e l'assessora alle politiche giovanili e formazione del Comune di Trento Elisabetta Bozzarelli. In sala anche il presidente dell'università di Trento Daniele Finocchiaro, il direttore generale dell'università di Verona Federico Gallo e quello dell'università di Trento Alex Pellacani e Alessandro Lunelli in rappresentanza della proprietà dell’immobile.
Collegati via Zoom altri protagonisti che hanno, a vario titolo, contributo al progetto. Tra loro: l’assessore provinciale all’università e ricerca Mirko Bisesti, il direttore dell’azienda provinciale per i servizi sanitari Pier Paolo Benetollo e il presidente dell’Ordine dei medici Marco Ioppi. Con loro il presidente del Consiglio degli studenti UniTrento Edoardo Meneghini, il coordinatore del corso di laurea Massimo Pizzato, Antonella Graiff responsabile del programma Fbk per la salute e la dirigente provinciale Cristina Ioriatti.

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