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Guerriglia in Piazza Erbe, rabbia della polizia: «Scontri inaccettabili»

Nicola Moscardo, segretario provinciale del Sap, ha espresso preoccupazione per la possibilità che «tali episodi si possano ripetere»

 

I commercianti che ieri mattina, 28 ottobre, avevano manifestato pacificamente si sono dissociati dagli scontri violenti avvenuti in Piazza Erbe nella notte tra le forze dell'ordine ed alcuni manifestanti di un corteo non autorizzato. Scontri che sono stati anche condannati politicamente ed in cui sono rimasti feriti cinque agenti di polizia. E proprio la voce dei sindacati di polizia ad aggiungersi alle critiche di quanto accaduto ieri notte nel cuore del capoluogo.

Nicola Moscardo, segretario provinciale del Sap, ha espresso preoccupazione per la possibilità che «tali episodi si possano ripetere» ed ha invitato a riflettere sulle manifestazioni di piazza che «se gestite da balordi avvezzi allo scontro, non potranno che rendere sempre più incandescente il conflitto».
«Questi delinquenti - ha aggiunto Moscardo - aggrediscono con sistemi da guerriglia e devono essere al più presto isolati e assicurati alla giustizia con esiti punitivi severi ed efficaci. Resta inconcepibile, a quanto ci risulta, che nonostante la richiesta di avere più rinforzi, Roma non abbia acconsentito. A noi, che abbiamo colleghi feriti, questo non deve accadere più».

«Le forze dell'ordine, nella quasi indifferenza di tutti, continuano a pagare il prezzo più alto di una follia collettiva che sembra montare ogni giorno di più nelle nostre piazze - è stato il commento di Maurizio Ferrara, segretario regionale vicario Fsp Veneto - In un paese normale tutto questo non sarebbe accettabile. Non sarebbe accettabile, che a pagare il prezzo del malcontento sociale scaturito da questa grave emergenza sanitaria, debbano essere ancora una volta le forze dell'ordine. Ma questo non è purtroppo un paese normale. Cosa dobbiamo ancora aspettarci prima che chi può faccia qualcosa? Che il sangue di qualche altro incolpevole collega cosparga ancora una volta le strade di una delle nostre città? I poliziotti sono stanchi di subire e di questo prima o poi qualcuno dovrà risponderne».

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