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Filobus, Sboarina ci ripensa. Croce: «Il sindaco ha buttato 6 milioni di euro»

La possibile rivisitazione della filovia ha scatenato le reazioni delle opposizioni. PD: «Barini si dimetta», Bertucco: «Non c'è nessun Piano B»

 

Il ripensamento annunciato ieri, 4 giugno, dal sindaco di Verona Federico Sboarina sulla realizzazione del filobus non poteva non scatenare reazioni, soprattutto tra i comitati, i movimenti e i partiti politici che si erano opposti alla realizzazione dell'opera chiedendone una seria e profonda revisione.

Il presidente del movimento civico Prima Verona Michele Croce ed il portavoce del comitato Opera Filavia Claudio Rubagotti sono intervenuti dal cantiere più grande messo in piedi per il filobus, quello di Via Città di Nimes. «I comitati hanno già raccolto migliaia di firme con una petizione per fare quello che oggi, con incredibile ritardo, il sindaco propone: sostituire l'obsoleto filobus con autobus elettrici che si ricarichino alle fermate - ha dichiarato Rubagotti - Sia chiaro, il Covid-19 utilizzato dal sindaco come causa del ripensamento è solo una scusa: l'opera era ed è inutile, prima e dopo il virus, che non ha bloccato alcun cantiere strategico in Italia né a Verona». E Croce ha aggiunto: «Sboarina si arrampica sugli specchi, cercando di coprire il nulla di fatto dei suoi tre anni di amministrazione con cittadini esasperati da cantieri bloccati ed alberi inutilmente sradicati. Ben venga quindi il cambiamento del progetto per arrivare a mezzi elettrici senza fili come sempre sostenuto, ma Sboarina dovrà rimborsare i veronesi dei 6 milioni di euro finora buttati. Il suo inammissibile ritardo non può gravare sulle tasche dei veronesi».

«Il sindaco smentisce clamorosamente il presidente di Amt Francesco Barini, che aveva fatto sapere che non c'era alcun problema e che le consegne sarebbero state rispettate», hanno dichiarato i consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini ed Elisa La Paglia, i quali chiedono le dimissioni del presidente di Amt, l'azienda controllata dal Comune di Verona che ha il ruolo di stazione appaltante per la realizzazione del filobus. «Sboarina si sveglia, forse troppo tardi, soltanto quando ha l'acqua alla gola per gli incolmabili ritardi sui lavori stradali (la cui responsabilità non è principalmente del coronavirus) e sulle scelte progettuali, che faranno sicuramente slittare la data di consegna dei lavori - aggiungono Benini e La Paglia - Pretendiamo trasparenza e condivisione. Il sindaco venga a riferire in consiglio comunale e si apra in tempi brevissimi un tavolo tecnico per capire quali sono i reali spazi di manovra al di là della propaganda».

Il sindaco di Verona ha accennato ad un possibile "Piano B" per il filobus, ma per il consigliere di opposizione Michele Bertucco si tratta di «vaneggiamenti di un sindaco lasciato solo dai suoi stessi alleati». E Bertucco prosegue: «Risulta che le carrozze del filobus siano già ordinate, fisicamente costruite o in via di ultimazione e ormai prossime alla consegna. Dobbiamo renderci conto che questa amministrazione, così disunita, priva di una visione di città e tenuta insieme soltanto dalla sete di poltrone, non riuscirebbe a combinare niente di buono nemmeno se le fossero messi in mano 200 milioni di euro. E intanto Verona resta l'unica città di rilievo nel raggio di 100 chilometri a non disporre di un mezzo di trasporto pubblico rapido e di massa».

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