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Famiglie, scuole e servizi sociali stringono un patto contro il disagio giovanile

Servizi sociali del Comune di Verona e dai dirigenti scolastici degli istituti comprensivi del capoluogo hanno sottoscritto un protocollo per rendere il più veloce ed efficace possibile l'intervento di supporto

Promozione di buone prassi in favore del benessere e della prevenzione del disagio di bambini e adolescenti. Sono questi i principali obiettivi del protocollo operativo sottoscritto dai servizi sociali del Comune di Verona e dai dirigenti scolastici degli istituti comprensivi del capoluogo. Il progetto contro il disagio giovanile era iniziato prima della pandemia, fra il 2018 e il 2019, ed è arrivato a compimento con l’accoglimento, da parte di tutti i soggetti coinvolti, di un programma di intervento e di una strutturata forma di comunicazione, che permetta il dialogo diretto e costante tra famiglie, scuole e servizi sociali.

Nella pratica, in ogni istituto scolastico sarà incaricata e formata una figura di riferimento che, oltre a individuare e valutare i soggetti più fragili e a rischio, potrà relazionarsi direttamente con i servizi sociali comunali, per portare avanti la migliore azione possibile in favore di bambini e adolescenti in difficoltà.

Gli obiettivi del protocollo sono quelli di rendere coerenti e integrati gli interventi dei servizi sociali del Comune e dell'istituzione scolastica, perché siano sostenibili ed efficaci nel conseguire il maggiore benessere dei più giovani. In particolare, si punta ad offrire un percorso chiaro e coordinato di aiuto, strutturato sulla costante condivisione dei problemi riscontrati. E si punta sulla prevenzione, attuando un sistema che ponga al centro il superiore interesse del bambino e della sua dignità. Il tutto per rendere il più veloce ed efficace possibile l’intervento di supporto messo in campo, per mitigare il disagio e migliorare la crescita pisco-fisica dell’individuo.

«Un protocollo importante - ha sottolineato il sindaco - la cui formulazione è iniziata ben prima della pandemia e che ora, con un crescente disagio sociale rilevato in particolare nelle fasce più giovani della nostra comunità, risulta un valido strumento per intervenire prima e meglio in favore dei più giovani. Isolamento, limitazioni nel movimento e nella socializzazione, impossibilità di frequentare in presenza la scuola e mancanza di sfoghi, come una regolare attività sportiva, hanno indubbiamente amplificato le fragilità di bambini e adolescenti. Agire rapidamente, con un protocollo coordinato d’intervento fra l’istituzione scolastica e i servizi sociali comunali, è la giusta azione da intraprendere se si vuole portare un aiuto concreto ai nostri ragazzi e ragazze in difficoltà. Questo percorso è stato alimentato anche dalla consapevolezza che è fondamentale instaurare un clima di dialogo e collaborazione tra le istituzioni chiamate a sostenere e ad accompagnare le famiglie nella crescita equilibrata dei bambini. Non c’è bene più importante della salute dei nostri giovani».
«Il protocollo - ha spiegato l'assessore alle politiche sociali Daniela Maellare - definisce una comune prassi di intervento, che consente un’omogeneità di azioni. Individua i processi di lavoro che favoriscono il superamento dei nodi critici alla base della collaborazione tra i servizi sociali e la scuola. Il tutto per evitare disallineamenti, che ostacolano il lavoro e rallentano le tempistiche di risultato. Solo instaurando un clima di dialogo tra i dirigenti scolastici, insegnati, assistenti sociali, si può imprimere una svolta alle modalità comuni di contrasto al disagio minorile. Ringrazio tutti i dirigenti scolastici coinvolti, che si sono prodigati insieme ai servizi sociali per sviluppare uno strumento di lavori efficace e condiviso».
In rappresentanza delle scuole è intervenuto Piergiorgio Sartori dell'istituto comprensivo 12 Golosine, per il quale «il protocollo sottoscritto è un modello che mette ordine alle procedure di intervento da concretizzare nel caso si individuino nelle scuole situazioni di disagio giovanile. All’interno di ogni istituto scolastico veronese, infatti, sarà individuata e formata una figura che, oltre a monitorare la situazione interna alla scuola, manterrà vive le relazioni con i servizi sociali del Comune, portando avanti comuni modalità di intervento».

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