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Zona rossa, Sboarina: «Si potevano lasciare aperti nidi e scuole dell'infanzia»

Il sindaco di Verona, insieme al presidente della Provincia Manuel Scalzotto, ha ricordato le novità che saranno in vigore da lunedì per far fronte all'aumento di contagi da coronavirus

Da lunedì, 15 marzo, il Veneto è in zona rossa. Questo significa nuove limitazioni per cittadini ed attività economiche per far fronte all'aumento dei contagi da coronavirus.
Per almeno quindici giorni saranno vietati tutti gli spostamenti, anche all'interno del proprio Comune, se non per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità. Non ci si potrà recare in altra abitazione, se non quella di residenza, quindi stop anche alle visite di amici e parenti. E poi scuole chiuse, serrande abbassate dei negozi tranne quelli che vendono beni di prima necessità. Per bar e ristoranti proseguirà la possibilità del solo asporto e consegna a domicilio fino alle 18 (o alle 22, a seconda del codice Ateco). L'attività motoria è consentita ma solo nelle vicinanze di casa.
Misure che resteranno in vigore per due settimane, che poi saranno replicate anche per il ponte di Pasqua. Come deciso, infatti, dal Governo, nei giorni 3, 4, 5 aprile tutta Italia sarà zona rossa. L’unica deroga sarà per le visite a parenti e amici, massimo uno spostamento al giorno all'interno del territorio regionale, per due adulti con minori di 14 anni.
Il sindaco di Verona Federico Sboarina ha voluto illustrare cosa cambierà da lunedì. Ed insieme a lui era presente anche il presidente della Provincia Manuel Scalzotto, in rappresentanza dei sindaci veronesi.

LE SCUOLE

Dalla prossima settimana, tutte le scuole di ogni ordine e grado rimarranno chiuse e si passerà alla didattica a distanza. Chiuse anche le scuole comunali, asili nido e scuole dell'infanzia. Per i bambini con disabilità o con bisogni educativi speciali si stanno organizzando servizi ad hoc, probabilmente con orario ridotto.
«Nidi e scuole dell'infanzia avrebbero potuto restare aperti, i protocolli sono rigidissimi e il tasso di contagio irrisorio - ha detto Sboarina - È un provvedimento che mette in difficoltà le famiglie a fronte di contagi pari a zero. Nei giorni scorsi il tasso di positività nei nostri nidi e scuole dell’infanzia era attorno allo 0,67%. Grazie a protocolli stringenti e ad investimenti di circa 235mila euro al mese siamo riusciti a garantire che il Covid non entrasse nelle classi dei più piccoli. Assurdo che ora si privino nuovamente i bambini dei loro momenti di socializzazione e formazione e si gravino i genitori, soprattutto lavoratori. Per andare incontro alle esigenze di qualcuno, visto che il decreto ce lo permette, attiveremo dei servizi ah hoc per i bimbi con disabilità e bisogni educativi speciali. Abbiamo avvisato le famiglie già ieri sera in modo che avessero il tempo per organizzarsi».

NEGOZI, MERCATI E ATTIVITÀ ECONOMICHE

Chiusi da lunedì anche tutti i negozi tranne quelli che vendono beni di prima necessità. Serrande abbassate anche negli esercizi che forniscono servizi alla persona, dal parrucchiere all'estetista. Allo stesso modo, nei mercati potranno essere presenti solamente i banchi di generi alimentari, agricoli e florovivaisti. Lunedì, a Verona, non ci sono mercati rionali e si provvederà a organizzare gli altri. Quasi certamente allo Stadio sarà replicata la disposizione dell’ultimo anno con i banchi all’interno del parcheggio del Palazzetto Masprone.
Chiusi anche i centri commerciali, tranne per supermercati, edicole, tabaccherie e parafarmacie. Rimangono chiusi bar e ristoranti, che potranno continuare con l’asporto e le consegne a domicilio fino alle ore 18 (bar) o alle 22 (ristoranti) a seconda dei codici Ateco.
«Queste continue aperture e chiusure ad elastico, senza provvedimenti seri e ristori effettivi, ci hanno portato alla crisi economica di oggi, a ritrovarci un anno dopo esattamente nella stessa situazione del 2020 - ha proseguito il sindaco - È da mesi che i contagi salgono e scendono e che le misure prese a singhiozzo non portano risultati effettivi, anzi, mettono in difficoltà le persone, le città e le attività economiche. Ora è fondamentale accelerare la campagna vaccinale, altrimenti sarà difficile uscire da questa situazione. Al momento, sul territorio scaligero, solo l'Ovest Veronese ha superato i 250 contagi per 100mila abitanti. A Verona siamo a quota 208, quindi il numero dei casi è inferiore a quello di novembre. Ricordo che la zona rossa rimarrà in vigore per due settimane, come previsto dal Governo».

TERZA ETÀ

I servizi sociali comunali sono già attivi per garantire a tutti gli anziani positivi al Covid ma autosufficienti le prestazioni a domicilio, quindi assistenza, pasti caldi, cure e consegna di medicinali all’interno dell’abitazione, in totale sicurezza. Per le persone positive ma non autosufficienti, invece, scatterà il ricovero in ospedale.

INFORMAZIONI

Per tutti i dubbi o le richieste di informazione sono attivi due numeri di telefono gratuiti. Il numero verde comunale 800-644494 dedicato all’emergenza Covid. Attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle ore 18. Per quanti, invece, hanno bisogno di ricevere indicazioni sui servizi sociali comunali è attivo lo Sportello Sì al numero 800-085570, da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 13; il martedì e giovedì anche dalle 14 alle 17.

IL COMMENTO DI SCALZOTTO

«Di fronte ai nuovi provvedimenti governativi, sono sempre tante le questioni da chiarire, tanti piccoli problemi diversi da un Comune all'altro. Per questo, con i sindaci prosegue il coordinamento e il tavolo di lavoro per dare risposte certe e puntuali alla cittadinanza - ha concluso il presidente della Provincia - È un momento di grande sofferenza e di passione, speriamo che la Pasqua sia una vera resurrezione. Nel frattempo, l'appello è alla responsabilità, anche se la sofferenza è tanta. Ora però dobbiamo continuare a tenerci saldi per far sì che tutto non sia vano, che le attività economiche, oggi costrette a chiudere senza avere la certezza dei ristori, quanto prima possano riaprire e gli studenti tornare a scuola».

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