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Covid, cominciate le cure con i monoclonali. Tacconelli: «Arma molto utile»

La professoressa è intervenuta durante l'aggiornamento quotidiani sull'emergenza Covid tenuto dal presidente del Veneto Luca Zaia, il quale mette in guardi: «Nostro Rt a 1,25 e l'incidenza settimanale è un campanello d'allarme»

Anche oggi, 19 marzo, il presidente della Regione Luca Zaia ha condiviso con altri la scena del quotidiano punto di informazione sull'emergenza coronavirus in Veneto. Con lui erano presenti l'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin e la professoressa ordinaria e direttrice della clinica delle malattie infettive dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona Evelina Tacconelli.

L'intervento di Zaia si è concentrato solo sui dati del bollettino delle 8 di questa mattina e sulle cifre che sono alla base della classificazione di rischio Covid delle regioni. Classificazione che viene aggiornata ogni venerdì e che oggi non riserva sorprese per il Veneto, confermato in zona rossa. «Nelle ultime 24 ore i tamponi positivi sono stati 1.917 che sul totale di 44.254 test rappresentano il 4,33% di incidenza giornaliera - ha illustrato il presidente della Regione - I pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva sono 219, 8 in più rispetto a ieri, mentre negli altri reparti il dato dei 1.610 ricoverati è invariato. Nelle terapie intensive, oltre ai 219 pazienti Covid ci sono anche 284 pazienti non Covid. Secondo le proiezioni, il nostro indice di trasmissibilità del virus (Rt) è all'1,25. Un timido calo rispetto alla settimana scorsa, ma anche una conferma delle valutazioni fatte fino ad oggi. L'incidenza settimanale su 100mila abitanti è di 245 casi. E questo per noi è un campanello d'allarme. Le terapie intensive hanno un coefficiente di riempimento del 19%, mentre il coefficiente delle aree non critiche è del 21%».

Dopo la presentazione dei dati, Zaia ha presentato la professoressa Tacconelli e ha lasciato a lei la parola per delle comunicazioni riguardanti la cura dei malati Covid con gli anticorpi monoclonali. «Martedì scorso c'è stata la prima consegna di questi anticorpi da parte di Aifa - ha riferito Evelina Tacconelli - L'Italia è insieme alla Germania l'unico paese ad aver approvato in via emergenziale i monoclonali, che sono un'arma estremamente utile insieme a tutto quello che già abbiamo. Gli anticorpi monoclonali, infatti, aiutano i contagiati dal virus a non finire in ospedale. E sono più efficaci se vengono somministrati entro pochi giorni dalla contrazione del virus. A Verona ci siamo organizzati molto rapidamente per poter offrire questa cura ai cittadini. Abbiamo costituito un ambulatorio e, in accordo con l'Ulss, abbiamo coinvolto i medici di medicina generale. Il medico visita il paziente, esegue un tampone rapido di terza generazione, e può contattarci 24 ore su 24. A quel punto, noi contattiamo il paziente e il più rapidamente possibile lo sottoponiamo alla terapia con i monoclonali. La somministrazione dura un'ora, teniamo poi il paziente in osservazione per un'altra ora e infine può tornare a casa. Per quattro settimane, il medico di famiglia continuerà a monitorare il suo assistito e condivide con noi e con Aifa le informazioni».

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