Dosi Pfizer esaurite, cittadini a casa senza vaccino. Zaia: «È incomprensibile»

Tra le sue diverse comunicazioni sull'emergenza coronavirus, il presidente del Veneto ha commentato il disservizio capitato nel Veronese dove più di mille persone che avevano appuntamento con la somministrazione hanno dovute fare marcia indietro

 

Dopo la pausa del lungo weekend di Pasqua, il presidente della Regione Luca Zaia è tornato ad aggiornare direttamente i cittadini sulla situazione relativa al Covid-19 in Veneto. Lo ha fatto questa mattina, 6 aprile, dalla sede della protezione civile di Marghera, insieme all'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin.

Il primo aggiornamento è quello del bollettino delle 8 di stamane. «I positivi al coronavirus trovati nelle ultime 24 ore sono 507 - ha illustrato Zaia - Su 9.888 tamponi eseguiti, i 507 positivi rappresentano il 5,13%. Il totale dei positivi attuali in Veneto è in calo e siamo a 36.986. Aumentano però i ricoverati per Covid, che sono saliti a 2.287. In terapia intensiva ci sono 315 pazienti per Covid e negli altri reparti sono 1.972. E nelle terapie intensive, i pazienti non Covid sono 264».

Dopo la lettura del bollettino, Zaia ha ricordato che da oggi il Veneto è tornato in zona arancione, dopo settimane di zona rossa. Una zona arancione che rimane però sempre in bilico. «La scorsa settimana abbiamo avuto due dati, l'incidenza settimanale e l'indice di trasmissibilità del virus (Rt), in calo e di poco inferiori alla soglia della zona rossa. Ad esempio, il Friuli si trova ancora in zona rossa pur avendo avuto un Rt migliore del nostro. Ma ha avuto un'incidenza più alta. Ora che siamo in zona arancione ci sono meno restrizioni, però ognuno di noi ha più responsabilità e quindi il mio appello è sempre quello di non abbassare la guardia. Non abbiamo ancora imboccato la discesa. I dati sono altalenanti, con giorni di calo seguiti da giorni di ripresa. Quindi massima attenzione».

Il presidente del Veneto ha rivelato che l'età media dei contagiati dal coronavirus si è abbassata a 54 anni. Una conseguenza della campagna vaccinale che sta mettendo in sicurezza gli anziani e gli operatori sanitari in particolare. «Noi non abbiamo più quei focolai che avevamo nelle case di riposo e non conosciamo più la parola focolaio nelle strutture sanitarie. Questo perché abbiamo vaccinato e si continua a vaccinare. Abbiamo superato il milione di dosi somministrate. Abbiamo completamente esaurito le nostre scorte del vaccino Pfizer, anzi ne abbiamo somministrate 6.000 in più di quelle che abbiamo ricevuto. Perché un flacone di vaccino Pfizer contiene sei dosi, ma in alcuni casi siamo riusciti ad estrarre anche sette dosi da un flacone. Comunque, la campagna vaccinale prosegue perché abbiamo ancora 39.547 dosi del vaccino Moderna e 99.429 dosi del vaccino AstraZeneca. In settimana, ovviamente, arriveranno altre forniture, ma senza vaccini Pfizer abbiamo dovuto frenare con gli over 80 e con tutti coloro che hanno la necessità di vaccinarsi con Pfizer. Ad ogni modo, fino alla fine di aprile, dovremmo avere una fornitura costante di circa 150mila dosi a settimana. Se ne arrivassero di più, saremmo ancora più rapidi».

Infine, il presidente regionale è intervenuto anche sui disagi avvenuti nel Veronese, dove molti cittadini che avevano appuntamento con il vaccino sono stati rimandati a casa per carenza di dosi. «L'assessore Lanzarin ha chiesto una relazione dettagliata al direttore generale - ha spiegato Zaia - Ho visto che circa 1.100 persone sono dovute tornare a casa senza vaccino perché non c'era più Pfizer. Se lo avessimo saputo, in un modo o nell'altro queste dosi le trovavamo. Esistono i prestiti tra Regioni. Quindi per me è incomprensibile e ci scusiamo con i cittadini per il disagio subito».

Potrebbe Interessarti

Torna su
VeronaSera è in caricamento