Covid e vaccini, Zaia: «Possiamo somministrarne 50mila al giorno»

Oltre che di vaccini, il presidente del Veneto ha parlato anche dell'incontro avuto con il Governo insieme agli altri governatori in cui si è discusso anche del prossimo dpcm

 

Questa mattina, 22 febbraio, il presidente della Regione Luca Zaia ha tenuto un nuovo aggiornamento sull'emergenza Covid in Veneto, sempre dalla sede della protezione civile regionale a Marghera. Insieme al governatore, l'assessore alla sanità Manuela Lanzarin ed il responsabile dell'unità di prevenzione e sanità pubblica della Regione Veneto Michele Mongillo.

I numeri contenuti nel bollettino delle 8 di oggi sono stati integrati dal presidente Zaia con le cifre sui tamponi eseguiti che dall'inizio dell'emergenza, quindi un anno e un giorno fa, sono più di sette milioni. Nelle ultime 24 ore, i tamponi processati sono stati 10.314 e di questi 509 hanno avuto esito positivo. Quindi un'incidenza del 4,93%.

Dopo la lettura del bollettino, Zaia ha comunicato gli argomenti trattati nella prima riunione tra i presidenti di Regione ed il nuovo Governo del premier Mario Draghi. «Ci siamo confrontati sulle decisioni che oggi il Governo dovrà prendere in merito ad alcune proroghe, come ad esempio il divieto di spostamento tra regioni - ha esordito il presidente del Veneto - Ma gran parte della riunione ha riguardato il nuovo dpcm che entrerà in vigore quando scadrà quello vecchio e quindi dal 5 marzo. Come rappresentante della Regione Veneto ho chiesto che ci siano dei cambiamenti, a partire dal comitato tecnico-scientifico nazionale che dovrebbe essere rafforzato ed avere un rappresentante che parla per tutti, in modo tale da avere un autorevole punto di riferimento. Ho chiesto poi di rivedere i parametri con cui si decidono le limitazioni, ridimensionando il peso dell'indice di trasmissione (Rt) e dando più valore ad esempio ai tassi di ospedalizzazione. Inoltre, viene data la possibilità alle Regioni di introdurre autonomamente delle restrizioni. Io vorrei che queste decisioni possano essere prese d'intesa con il Ministero della salute, il quale ha a disposizione un numero superiore di informazioni rispetto alle singole Regioni. Ancora, però, non siamo entrati nel vivo della discussione su questo dpcm, ma almeno abbiamo avuto la rassicurazione dal Governo di avere incontri più frequenti, in modo tale da non dover leggere il testo a poche ore dal sua entrata in vigore».

Zaia ha poi mostrato un grafico sull'ospedalizzazione dei pazienti Covid dall'inizio dell'anno. Un'ospedalizzazione che è andata calando giorno dopo giorno. «Si va verso un appiattimento - ha commentato Zaia - Siamo passati dall'avere anche 150 ricoverati al giorno a causa del coronavirus, all'avere di media 20 ricoveri al giorno di pazienti Covid. C'è una diminuzione, ma si può abbassare la guardia, perché lo scenario può cambiare rapidamente».

E un altro dato fornito dal presidente del Veneto è quello dei cosiddetti tampon-spritz, ovvero i Covid-point allestiti nelle strade e nelle piazze dei alcune città per eseguire test sui cittadini. A Verona, sabato scorso, attraverso questa iniziativa, sono stati eseguiti 214 test a tampone e nessuno di questi ha avuto esito positivo.

«Con il Governo - ha poi concluso Zaia - abbiamo parlato di vaccinazioni, che rappresentano davvero la luce in fondo al tunnel, perché stanno dando i primi effetti sia nei focolai delle case di riposo sia in quelli del personale sanitario. La mia speranza è che Draghi, con la sua autorevolezza, possa fare in modo che arrivino più vaccini. Abbiamo avuto la bella notizia che anche i medici di base saranno coinvolti nella vaccinazione. Con il loro aiuto e mettendoci tutto lo sforzo possibile, il Veneto può vaccinare anche 50mila cittadini al giorno. Se avessimo vaccini a volontà, in 100 giorni arriviamo a 5 milioni».
Il dettaglio dei primi due mesi circa di campagna vaccinale veneta è stato poi illustrato dal dottor Mongillo: «Alle 10.30 di questa mattina, il totale di dosi somministrate è di 285.799. E sono 108.841 le persone che hanno ricevuto sia la prima che la seconda dose. Da sabato abbiamo iniziato a somministrare le prime dosi di AstraZeneca e, sempre da sabato, abbiamo saputo le previsioni delle forniture di vaccino per tutto il mese di marzo, in modo tale da poter programmare le prossime vaccinazioni».

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