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Covid-19, Zaia: «Infezione in calo, ma il rischio c'è sempre soprattutto per non vaccinati»

Il presidente del Veneto ha mostrato dati in miglioramento. «Dati che mostrano uno scenario modificato ed è quindi necessario cambiare le regole. E se la situazione va avanti cosi, il 31 marzo si ponga fine allo stato di emergenza»

Dopo gli impegni romani per l'elezione del presidente della Repubblica, Luca Zaia è tornato ad aggiornare i veneti sul Covid-19. Lo ha fatto questa mattina, 2 febbraio, dalla sede della protezione civile regionale di Marghera con l'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin e con la responsabile del servizio prevenzione della Regione Francesca Russo.

Prima di affrontare il tema coronavirus, Zaia ha aperto una parentesi proprio sulla rielezione di Sergio Mattarella. Il presidente del Veneto ha incontrato Mattarella prima della sua nomina e i due hanno affrontato il tema dell'autonomia del Veneto. «Non ho mai trovato ostilità all'autonomia in Mattarella - ha riferito Zaia - Il presidente della Repubblica conosce bene il processo in corso. È un processo costituzionale e lui, da garante della Costituzione, non può che confermarlo».

Su Covid-19, Zaia ha letto questi dati: «Nelle ultime 24 ore abbiamo intercettato 14.190 cittadini positivi con 142.124 test. La percentuale dei tamponi positivi è quindi del 9,98%. I veneti positivi oggi al virus sono 208.908 ed i ricoverati per Covid-19 negli ospedali sono 1.972. Di questi 1.804 sono ricoverati in area non critica e 168 in terapia intensiva. E i ricoverati non Covid in terapia intensiva sono 287. Le vaccinazioni anti-Covid stanno procedendo: ieri sono state somministrate 25.063 dosi. Verosimilmente domani taglieremo il traguardo dei 10 milioni e mezzo di vaccini inoculati. Infine, l'indice Rt è sceso a 1; il tasso di occupazione dei posti letto in area non critica è al 26% e in terapia intensiva è al 17%; l'incidenza settimanale è 2.125 casi ogni 100mila abitanti».

Di fronte a questi dati ed anche alla luce di alcuni grafici, le considerazioni del presidente della Regione sono state: «Le proiezioni mostrano un calo dei ricoveri in ospedale per Covid-19, nonostante siamo di fronte ad una mole di positivi molto alta. Non voglio banalizzare l'infezione perché il rischio c'è sempre, soprattutto per i non vaccinati che sono quelli che s'infettano di più e in proporzione finiscono di più in ospedale».

E Luca Zaia è tornato a ripetere anche: «Lo scenario è cambiato, bisogna cambiare la strategia». Il presidente veneto chiede ancora di cambiare le regole per concentrarsi sui positivi sintomatici. E sulla scuola, la richiesta di Zaia è di non mandare più in quarantena l'intera classe in presenza di un caso positivo. «Ormai il virus è endemico - ha aggiunto il presidente della Regione - E se la situazione va avanti cosi, il 31 marzo si deve porre fine allo stato di emergenza».

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