Zaia: «Avessimo magazzini pieni di vaccini, saremmo Covid free entro l'estate»

E sulle offerte di dosi ricevute dal Veneto, il direttore generale della sanità ha dichiarato: «Non abbiamo perso tempo con chi ci proponeva prezzi troppo altri. Abbiamo due offerte molto dettagliate, attendiamo che ci dicano il numero di lotto e la scadenza della fornitura»

 

Il presidente della Regione Luca Zaia è stato al centro anche oggi, 17 febbraio, dello spazio di informazione quotidiano sull'andamento del Covid-19 in Veneto. Appuntamento tenuto dalla sede regionale della protezione civile a Marghera. Seduti al tavolo con Zaia, anche l'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin ed il direttore generale della sanità veneta Luciano Flor.

Dopo i saluti e gli auguri, il governatore ha letto i dati del bollettino delle 8 di stamane, mostrando un'incidenza dei tamponi positivi sul totale dei tamponi processati dal Veneto nelle ultime 24 ore inferiore rispetto alla media nazionale. «La nostra incidenza è dell'1,26%, mentre quella dell'Italia è più o meno del 4% - ha detto Zaia - Il nostro sembra un andamento anti-ciclico: quando da noi i dati dei contagi salivano, nel resto d'Italia scendevano; ora gli altri salgono e noi scendiamo. Abbiamo avuto questa ondata di contagi paurosa a novembre e dicembre, ma da gennaio stiamo continuando a calare. Ed i fattori di questo calo sono molteplici, tra cui quello delle varianti. Alla vigilia di Natale noi abbiamo scoperto di avere in Veneto la variante inglese del coronavirus. Ed oltre a quella, abbiamo altre mutazioni del virus, tra cui due che sembrano esserci solo qui. Quindi siamo preoccupati per le varianti del virus e perché ci sono realtà a noi vicine con contagi in crescita. Quindi ai cittadini chiedo di non abbassare la guardia».

Domenica prossima, 21 febbraio, sarà un anno esatto dal giorno in cui si scoprì la presenza del coronavirus in Veneto. Da quel momento lo scenario è cambiato, perché in tutta la regione sono aumentate le capacità diagnostiche e di cura del Covid-19. «Ma la vera discriminate è rappresentata dai vaccini - ha dichiarato Zaia - Con le vaccinazioni stiamo lentamente creando una comunità che ha una risposta anticorpale al virus. Solo che noi ci meriteremmo di avere una quantità di vaccini superiore, perché possiamo vaccinare molte più persone di quelle che vacciniamo ora. Ad esempio, abbiamo somministrato 1.300.000 dosi di vaccino antinfluenzale in due mesi. Quindi se noi avessimo il magazzino pieno di vaccini anti-Covid, da qui all'estate avremmo vaccinato tutti coloro che lo vogliono e potremmo dire di essere Covid-free».

Per questo il Veneto si è mosso per acquistare vaccini anti-Covid autonomamente, rispondendo alle offerte che aveva ricevuto. «Noi abbiamo fatto una scelta - ha spiegato Zaia - Abbiamo voluto distinguere la fase di indirizzo, che è quella che spetta a noi come governo della Regione, dalla fase gestionale. Quindi io non ho incontrato nessun intermediario e non ho neanche mai visto i contratti, perché tutto questo è stato seguito dal dottor Flor. Noi siamo collaborativi con le altre istituzioni ed è inevitabile che ci debba essere un lavoro di squadra. Il problema non è avere vaccini o averli migliori. Il problema è il tempo, perché se noi riusciamo a vaccinare i nostri cittadini nel giro di qualche mese, riusciamo a ripartire prima degli altri. E questo non sarebbe un vantaggio del Veneto, sarebbe un vantaggio dell'Italia. Noi non stiamo portando via i vaccini a nessuno, ce li stanno offrendo e se non li compriamo noi li prende qualcun'altro».
E sul tema dell'acquisto di vaccini, il direttore Flor ha comunicato questi aggiornamenti: «Noi non abbiamo preso in considerazione le offerte di coloro che ci vendevano vaccini anti-Covid chiedendoci però soldi in anticipo e questo ha eliminato circa la metà delle offerte. Non abbiamo neanche rincorso coloro che non ci fornivano elementi per capire se la disponibilità dei vaccini fosse reale. Confermo poi che alcuni ci hanno offerto vaccini a prezzi eccessivi ed anche con questi non abbiamo perso tempo. Le segnalazioni che abbiamo ricevuto sono circa una ventina. Abbiamo risposto a sei di queste segnalazioni, per capire se ci fosse davvero il vaccino, i tempi di consegna, la quantità ed il prezzo. In due ci hanno risposto con un'offerta molto dettagliata. A quel punto abbiamo chiesto il numero di lotto e la scadenza della fornitura. Tutte informazioni necessarie per la preventiva autorizzazione ministeriale, senza la quale non possiamo più procedere».

Potrebbe Interessarti

Torna su
VeronaSera è in caricamento