Coronavirus, Zaia: «Zona gialla? I nostri calcoli mi fanno ben sperare»

Il presidente del Veneto ha dichiarato che i dati regionali migliori e l'indice di trasmissibilità del virus dovrebbe essere tra i più bassi d'Italia

 

Ieri, 26 gennaio, è stato sostituito dal suo assessore alla sanità Manuela Lanzarin, ma oggi Luca Zaia è tornato al timone dell'appuntamento informativo sul coronavirus in Veneto. Insieme al presidente regionale, nella sede della protezione civile di Marghera, sempre l'assessore Lanzarin ed anche la vicepresidente Elisa De Berti per parlare del piano per il trasporto scolastico pensato per la riapertura delle scuole di lunedì prossimo.

L'aggiornamento è iniziato con la lettura del bollettino delle 8 di questa mattina e, sul dato dei decessi per Covid-19, Zaia ha commentato: «Siamo l'ottava regione in Italia per mortalità e bisogna tener conto del fatto che le regioni del Sud non hanno praticamente subito l'urto dei contagi della prima ondata».

Il presidente del Veneto si è poi soffermato sulle curve che graficamente mostrano l'andamento dell'infezione. «Un andamento strano - ha detto Zaia - Altrove non si vedono curve con picchi in salita e in discesa così netti. Nella prima ondata, la discesa è stata più graduale. E questa stranezza potrebbe essere legata alle mutazioni del virus. Qui in Veneto ne abbiamo trovate otto, di cui cinque sono presenti nella banca dati nazionale, una è la variante inglese e due sono solo venete e su queste stiamo lavorando per capire se determinati sintomi sono associati a delle particolari mutazioni».

Sempre basandosi sui numeri, il presidente regionale ha manifestato speranza per la giornata di venerdì, quando ci sarà la nuova classificazione delle regioni italiane in base al rischio Covid. In questo momento il Veneto è in zona arancione e Zaia è fiducioso che dalla prossima settimana possa passare in zona gialla, quindi con meno limitazioni per i cittadini. «Secondo un calcolo che abbiamo fatto, il nostro indice di trasmissibilità del virus dovrebbe essere intorno allo 0,62 e quindi ho ragionevoli speranze che si possa rientrare nella zona gialla - ha spiegato il governatore - E questo è merito dei sacrifici fatti dai veneti, ma anche di fattori che al momento non si spiegano. Perché nella prima ondata abbiamo fatto il lockdown e la curva è scesa gradualmente. Adesso, senza lockdown, la curva scende più rapidamente».

Zaia, infine, ha confermato che lunedì saranno riaperte le scuole superiori, che per tutto il mese di gennaio hanno continuato le lezioni solo con la didattica a distanza. Le scuole riapriranno con didattica in presenza per metà degli studenti per tre settimane. I ragazzi e le ragazze torneranno quindi a muoversi per raggiungere i plessi scolastici utilizzando anche i mezzi pubblici, la cui capienza rimane ancora ridotta del 50%. Per questo c'è bisogno di un piano, che è stato presentato dalla vicepresidente Elisa De Berti: «Sugli autobus normali sarà applicata la capienza al 50% su tutti i posti disponibili, quindi anche quelli in piedi, mentre sugli autobus aggiuntivi ci saranno solo posti a sedere, sempre al 50%. In alcune province, tra cui Verona, le scuole adotteranno due orari di entrata per diluire gli ingressi ed evitare assembramenti. I mezzi aggiuntivi a quelli del normale servizio di trasporto pubblico saranno circa 680 e queste prime tre settimane saranno utili anche a testare l'impatto che questi veicoli avranno anche sul traffico cittadino. In più saranno assunte circa 224 persone, i cosiddetti steward, che aiuteranno gli studenti a distribuirsi nei vari autobus. E abbiamo anche chiesto a tutte le aziende di trasporto di dare la massima diffusione della presenza delle corse aggiuntive, in modo tale che i ragazzi non si fiondino tutti sul primo autobus che arriva». In provincia di Verona, i bus aggiuntivi saranno 85 e gli steward 70.

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