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Covid, rischio zona arancione per il Veneto. Zaia: «Nostro Rt è 1,12»

Il presidente regionale ha però ribadito che i tassi di occupazione degli ospedali sono inferiori al 20%

Nuovo aggiornamento sull'emergenza coronavirus in Veneto. Il presidente della Regione Luca Zaia ha letto il bollettino delle 8 di questa mattina, 4 marzo, e poi ha rilasciato qualche commento sull'attuale situazione condizionata dalla circolazione del virus e delle sue varianti. Insieme a Zaia, l'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin.

Il presidente regionale ha fatto notare che i numeri contenuti nel bollettino stanno aumentando ed anche l'incidenza giornaliera dei contagi cresce. Nelle ultime 24 ore, sono stati eseguiti 41.031 test e 1.487 sono risultati positivi al coronavirus, il 3,62%. «Ed è un tema preoccupante anche l'ospedalizzazione - ha aggiunto Zaia - Ci sono 1.358 pazienti Covid ricoverati, quindi attualmente la pressione è bassa. Ma se dovessero risalire in modo importante i contagi ed i ricoveri, il nostro punto di partenza non è 0 ma 1.358»

Oltre ai dati del bollettino, Zaia ne ha forniti altri. Si tratta dei numeri che in parte decideranno la classificazione del Veneto prevista per domani. A partire da lunedì prossimo, infatti, i veneti potrebbero non essere più in zona gialla ma in zona arancione e quindi con un maggior numero di limitazioni per i cittadini e le attività economiche. «Il nostro indice di trasmissibilità del virus (Rt) è 1,12, l'incidenza settimanale dei contagi è di 151,3 ogni 100mila abitanti, ma almeno abbiamo tassi di occupazione degli ospedali bassi: 12% nelle terapie intensive e 14% in area non critica - ha spiegato Zaia - Quindi rischiamo di passare in zona arancione con un'ospedalizzazione ancora affrontabile. Noi siamo preoccupati e quindi chiediamo a cittadini di evitare ogni forma di assembramento non necessaria. Se ognuno di noi fa la sua parte, ne veniamo fuori velocemente».
E per mostrare in modo chiaro l'aumento dei ricoveri negli ospedali veneti, il governatore ha mostrato questo grafico:

tabella ricoveri covid veneto 4 marzo-2

Sulla scuola, non ci sono ancora novità. La Regione sta seguendo le situazioni epidemiologiche in modo molto dettagliato, anche alla luce dei nuovi parametri introdotti dal 6 marzo prossimo con il dpcm. Parametri che chiudono tutte le scuole in zona rossa ed in presenza di un'incidenza di contagi pari a 250 casi ogni 100mila abitanti. In Veneto, si stanno analizzando i dati anche a livello provinciale e comunale, ipotizzando una chiusura delle scuole limitata a quei territori dove il virus è più presente. Ma, al momento, nessun provvedimento a riguardo è stato preso.
E durante l'aggiornamento di oggi, Zaia ha letto anche il bollettino specifico su coronavirus e scuole: «Da gennaio abbiamo avuto nelle scuole del Veneto 1.991 casi di positività, gli studenti coinvolti sono stati 2.372 e abbiamo messo in quarantena 34.152 ragazzi. I docenti positivi in questi due mese sono stati 323 e quelli in quarantena 2.238. La situazione attuale ci dice che abbiamo 928 studenti positivi e 16.490 in isolamento. I docenti positivi sono 155 e 967 quelli in isolamento. E nelle ultime settimane i casi di positività a scuola sono aumentati. Nelle scuole superiori sono addirittura raddoppiati. Quindi il tema della scuola ci preoccupa e continueremo a seguire la situazione, anche perché ci sono delle varianti del virus che pesano di più sui giovani».

Infine, Zaia ha confermato la notizia che a livello nazionale è stata autorizzata la somministrazione di una sola dose di vaccino anti-Covid (quindi senza il richiamo) per coloro che sono stati infettati e sono guariti negli ultimi 6 mesi.

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