Zaia: «Purtroppo non ci sono alternative, apriamo i 10 ospedali Covid»

La crescita dei ricoverati a causa del coronavirus non rallenta e ormai in regione l'allerta è diventata gialla, due gradi sotto l'allerta massima

 

Piccolo cambio di protocollo nella periodico aggiornamento del presidente del Veneto Luca Zaia sull'emergenza coronavirus. L'appuntamento di oggi non è stato aperto con la lettura del bollettino, ma con l'augurio di buon lavoro che Zaia ha rivolto a Domenico Mantoan. Lo storico direttore generale della sanità venetà è stato ufficialmente nominato direttore dell'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) e quindi dovrà traslocare da Venezia a Roma.

Ma dopo l'augurio a Mantoan, il presidente regionale è tornato subito a parlare di Covid-19, con l'illustrazione degli ultimi dati, così commentati: «Rispetto a marzo troviamo più positivi perché facciamo più tamponi, anzi il rapporto tra i test effettuati e gli infetti individuati ci dice che a marzo ne trovavamo il doppio. Inoltre, la percentuale degli asintomatici tra i positivi in isolamento domiciliare è del 98%».

«Ma il vero tema sono i positivi ricoverati in ospedale - ha aggiunto Zaia - La linea di crescita dei pazienti Covid in area non critica è simile a quella di marzo, mentre la crescita nelle terapie intensive non è ancora importante, ma noi siamo comunque preoccupati perché dobbiamo ancora capire quando questa ascesa finirà ed i ricoveri cominceranno a scendere. I capisco l'ansia dei cittadini e di alcuni amministratori locali, ma noi non abbiamo alternative all'apertura di 10 ospedali Covid. Stiamo attrezzando le strutture per farle diventare dei punti di riferimento provinciali per la cura dei malati Covid».

E come nella scorsa primavera, l'ospedale Covid della provincia di Verona sarà principalmente quello di Villafranca, con il supporto dell'ospedale di Borgo Roma a Verona.

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