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Controlli sui vaccini Covid in Veneto, Zaia: «Ai Nas avevamo scritto»

Il presidente della Regione non è preoccupato sull'operazione della Procura di Perugia. «Anzi, ben venga, così faremo chiarezza», ha dichiarato

Aggiornamenti e comunicazioni sull'emergenza coronavirus in Veneto sono stati forniti questa mattina, 19 febbraio, dal presidente della Regione Luca Zaia, collegato dalla sede della protezione civile regionale a Marghera insieme all'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin.

Continuano ad essere positivi i dati del bollettino che ogni giorno la Regione produce per monitorare la presenza del virus sul territorio. Dati in controtendenza con quanto sta accadendo nel resto d'Italia e d'Europa, dove invece ci sono zone in cui i contagi stanno crescendo e le limitazioni sono molto rigide. «Non possiamo dormire sonni tranquilli - ha dichiarato Zaia - Probabilmente a nostro vantaggio ha giocato il tanto tracciamento dei contatti che facciamo e molto probabilmente anche il fatto che a gennaio abbiamo tenuto chiuse le scuole superiori. Comunque non vorrei che qualcuno pensi che il Veneto possa restare un'isola felice all'infinito. Bisogna essere prudenti. Abbiamo un'incidenza dei tamponi positivi al 2,4% sul totale dei tamponi fatti in 24 ore, quindi ancora un'incidenza bassa. Ma i 657 positivi trovati possono essere l'inizio di una nuova curva».

E, secondo Zaia, la via migliore per uscire dall'emergenza è quella rappresentata dai vaccini. «Chi nel mondo raggiungerà per primo il traguardo di avere una comunità Covid-free avrà più mercato a sua disposizione. È brutto da dire, ma è così», ha spiegato il presidente regionale, il quale di fronte all'attuale penuria di dosi ha dato mandato ai suoi tecnici di approfondire le proposte giunte in Regione di coloro che offrivano vaccini anti-Covid. Proprio su queste proposte, arrivate un po' a tutte le Regioni, sta indagando la Procura di Perugia per il reato di tentata truffa. Indagini portate avanti dai Nas dei carabinieri, i quali proprio oggi si sono presentati in Regione Veneto per acquisire tutta la documentazione utile. Tutto questo, però, non preoccupa il governatore, che ha rivelato: «Quando ci hanno proposto i vaccini, abbiamo scritto ad Aifa per avere l'autorizzazione a negoziare le forniture di dosi che ci venivano offerte. Aifa ci ha detto di sentire il commissario per l'emergenza Covid Domenico Arcuri, che noi abbiamo contattato. Arcuri ci ha chiesto di conoscere il numero dei lotti dei vaccini offerti e noi abbiamo girato la richiesta a chi ce li ha proposti. Ed ora siamo in attesa di risposta. Ma quando noi abbiamo scritto ad Aifa, abbiamo anche scritto ai Nas, nell'ottica della leale collaborazione tra le istituzioni. E ben venga l'operazione della Procura di Perugia, perché finalmente farà chiarezza e così capiremo se siamo di fronte a dei truffatori o se c'è effettivamente qualcuno che può venderci davvero dei vaccini anti-Covid. Quindi spero che questa verifica sia profonda e incisiva».

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