Coronavirus, bozza del dpcm. Zaia: «Lascia molte perplessità»

Il presidente del Veneto ha commentato quello che potrebbe essere il prossimo decreto del premier Conte. «Se non cambierà, qualche guaio ce lo provoca»

 

«Alle 2.30 di questa mattina mi è arrivata la bozza del dpcm, l'ho letta e lascia non poche perplessità». È stato un lungo e continuo commento sulla bozza del decreto del presidente del consiglio dei ministri (dpcm), l'odierno aggiornamento del presidente del Veneto Luca Zaia sull'emergenza coronavirus.

Dopo la rapida lettura del bollettino delle 8 di questa mattina, Zaia ha espresso il suo parere sul provvedimento che condizionerà le festività natalizie di tutti gli italiani. Un parere non proprio positivo. «Se questo dpcm non cambierà, qualche guaio ce lo provoca - ha detto il presidente regionale - Non consente spostamenti tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio e a Natale, Santo Stefano e a Capodanno vieta addirittura gli spostamenti tra comuni. Il primo problema è quello umano, perché significa ad esempio che i genitori non potranno passare il Natale con i figli, se non abitano nello stesso comune. E ci sono tante altre soluzioni per vietare gli spostamenti. Il secondo aspetto è la sperequazione che si crea tra i piccoli e i grandi territori comunali. Per chi vive nei piccoli comuni è praticamente un mini-lockdown. Per loro sarebbe come vivere in una zona rossa, anche se la regione è in zona gialla. E non avrebbe neanche senso aprire i ristoranti nei piccoli comuni nei giorni di festa. La norma così non sta in piedi e quindi spero che il Governo riveda almeno questi aspetti del dpcm».

Zaia è inoltre rimasto deluso dalla decisione di tenere chiusi gli impianti da sci fino al 6 gennaio e dall'introduzione dei tavoli di coordinamenti tenuti dai vari prefetti per il trasporto scolastico.

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