Covid, Zaia: «Siamo zona gialla, ma il giallo del semaforo dura poco»

Il presidente del Veneto ha chiesto anche ai cittadini di fare la loro parte per non peggiorare la situazione epidemica del territorio

 

«Tutti noi conosciamo il semaforo, il giallo dura poco e dopo viene il rosso. Non ci deve essere entusiasmo oltre misura perché attualmente il Veneto è un'area gialla, perché può accadere di tutto». Così il presidente regionale Luca Zaia ha commentato l'inserimento del Veneto nella lista delle regioni gialle, quelle cioè con minori restrizioni anti-Covid. Zaia ha voluto mettere in guardia i veneti che per decidere se una regione è gialla, arancione o rossa, ci sono 21 parametri e su alcuni di questi parametri è fondamentale la collaborazione dei cittadini. «Agli ospedali pensiamo noi istituzioni, ma la comunità può evitare che il Veneto diventi area arancione o rossa utilizzando correttamente le mascherine ed evitando gli assembramenti. Da questa emergenza ne usciremo fuori, ma vorrei che i veneti ne uscissero a testa alta e con il minor numero dei decessi possibile e con il minor numero di danni possibile».

L'aggiornamento di oggi è stato come sempre aperto dalla lettura del bollettino delle 8 di questa mattina e dall'annuncio da parte di Zaia che negli ospedali Covid, tra cui c'è anche il Magalini di Villafranca, sono ormai del tutto sospese le attività, tranne quelle per i pazienti oncologici e dove possibile anche i punti nascita. Quindi, ad esempio, le operazioni chirurgiche rimandabili saranno rimandate. 

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