Covid, Zaia: «Gli assembramenti preoccupano, non escludo ordinanze»

Zona gialla, scuole aperte e varianti del virus. Il contesto a febbraio è cambiato rispetto a quello di gennaio. Il presidente del Veneto: «Impossibile pensare che il calo duri all'infinito. Serve responsabilità»

 

Il presidente del Veneto Luca Zaia ed il suo assessore alla sanità Manuela Lanzarin hanno fornito anche questa mattina, 8 febbraio, gli ultimi aggiornamenti sull'emergenza coronavirus in regione. Aggiornamenti numerici con la lettura del bollettino delle 8 di oggi, ma aggiornamenti anche di altra natura, con le considerazioni espresse dal governatore veneto.

Ai dati del report regionale, Zaia ha aggiunto quello dell'incidenza, calcolata attraverso il rapporto tra i positivi trovati ed i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. I positivi trovati sono stati 442 ed i test eseguiti 14.669. Quindi l'incidenza è del 3,01%. E complessivamente, sul bollettino, Zaia ha commentato così: «Noi continuiamo ad avere questo calo, ma è un'illusione pensare che continuerà all'infinito. E non è più neanche un calo così importante come avveniva fino a poco tempo fa. Ma attorno a noi, i contagi crescono. E le vicende che vengono dall'Umbria ci devono far riflettere».

È dunque cambiato il contesto. A febbraio il Veneto è tornato in zona gialla ed alle scuole superiori sono riprese le lezioni in presenza al 50%. E poi ci sono le mutazioni del virus. «L'Iss chiede almeno 500 sequenziamenti a settimana per conoscere l'andamento reale delle mutazioni nei territori. E la paura è che ci possano essere delle varianti del virus che aggrediscono più facilmente i giovani», ha spiegato Zaia, che poi sugli assembramenti che si possono creare con le minori limitazioni della zona gialla ha detto: «Gli assembramenti non ci aiutano. Ed il mio appello è sempre quello di fare attenzione. I sindaci dei Comuni capoluogo mi hanno avvisato che stanno discutendo su eventuali misure. Noi non escludiamo di fare una riflessione nelle prossime ore, consapevoli del fatto che il contesto economico non avrebber bisogno di nuove ordinanze. Però il tema degli assembramenti ci preoccupa».

«Abbiamo la necessità di fare un bilancio e lo faremo a fine febbraio - ha concluso Zaia - E sarà un bilancio inclemente nel bene o nel male. Sapremo quanto avrà prodotto l'assembramento scolastico e quello sociale, senza portare colpe a nessuno, perché non è una colpa andare a scuola o andare a bere lo spritz. Ma tutto dipende dai nostri comportamenti e quindi nessuno si chiami fuori, perché siamo tutti parte di una comunità che ha delle sfide e delle strategie da portare avanti».

Potrebbe Interessarti

Torna su
VeronaSera è in caricamento