Coronavirus, Rosi: «Ogni 200 positivi, 1 finisce in terapia intensiva»

Il coordinatore delle terapie intensive del Veneto ha interpretato gli ultimi dati sull'emergenze. Ed il presidente Zaia aggiunge: «Il nostro indice di contagio scende, ma lentamente»

 

Oggi, 5 dicembre, Luca Zaia non è stato l'unico a fornire aggiornamenti sull'emergenza coronavirus in Veneto. Oltre al presidente regionale, ha parlato anche il dottor Paolo Rosi, in qualità di responsabile della coordinazione delle terapie intensive degli ospedali veneti.

LUCA ZAIA

Il governatore ha letto il bollettino delle otto di questa mattina e poi ha dichiarato che il Veneto è la regione italiana con l'indice di contagio più alto, il cosiddetto Rt. «Il nostro indice è di 1,11 - ha spiegato Zaia - Un mese fa un indice così era tra i più bassi, ma oggi è quello più alto. È in calo, perché prima eravamo all'1,22, ma cala lentamente. E la colpa è la mancanza del distanziamento sociale. Noi siamo fortemente preoccupati». Una preoccupazione legata anche all'imminente fine settimana, allungato dal ponte per l'Immacolata. Ed il timore è che si creino assembramenti legati allo shopping natalizio. Uno shopping che non sarà vincolato da restrizioni perché il Veneto è stato confermato in zona gialla, quindi quella con le minori limitazioni.

PAOLO ROSI

I numeri sui ricoveri nelle terapie intensive sono inseriti nei due bollettini che ogni giorno la Regione Veneto diffonde. Ciò che il dottor Rosi ha fornito oggi è un'interpretazione di questi numeri. «Da una settimana a questa parte, l'occupazione dei posti letto da parte dei pazienti Covid nelle terapie intensive oscilla tra i 330 e 340, quindi è sostanzialmente stabile - ha detto Paolo Rosi - Questo però non vuol dire che gli accessi sono terminati, perché ogni giorno nelle terapie intensive entrato circa 25 pazienti Covid e sono circa altrettanti quelli che escono. Quindi la situazione non è tranquilla perché l'afflusso è ancora critico. Per attivare nuovi posti di terapia intensiva, abbiamo dovuto ridurre alcune attività ospedaliere. Ed al personale viene richiesto uno sforzo enorme per gestire questi pazienti, che sono complessi. Inoltre, ci è ormai chiaro che ci sono delle percentuali stabili. Ad esempio, ogni 200 positivi al coronavirus, in media 1 finisce in terapia intensiva. E nel mese di novembre, poco più del 50% dei pazienti Covid in terapia intensiva è sopravvissuto. Infine, nelle terapie intensive, i pazienti Covid ci restano a lungo. I meno gravi ci restano 15 giorni, dopo trattamenti gravosi, e quindi escono fortemente debilitati. E l'unico modo per ridurre il numero dei pazienti è ridurre il numero dei contagi».

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