Coronavirus, Zaia: «A Verona, le terapie intensive sono in saturazione»

Sull'emergenza in Veneto, il presidente regionale ha sottolineato l'importanza di evitare gli assembramenti. «Un letto d'ospedale occupato da un paziente Covid mette in discussione un servizio ad altri pazienti»

 

«I grafici mostrano che abbiamo raggiunto la parte apicale della curva dei ricoveri in ospedale legati al coronavirus. Siamo in una fase di stabilità, ma il Covid può sempre sorprenderci e quindi è fondamentale la collaborazione di tutti nell'evitare gli assembramenti». Il presidente del Veneto ha aperto la settimana con queste parole a commento del bollettino di questa mattina, 30 novembre, sull'emergenza coronavirus in regione. Un bollettino che riporta quasi 3mila pazienti Covid attualmente presenti negli ospedali veneti, circa 600 in più rispetto alla punta massima dei ricoveri toccata durante la prima ondata di marzo. Ed è l'unico dato principale in peggioramento rispetto alla primavera scorsa. «Rispetto a marzo abbiamo una minore incidenza di positivi sui tamponi eseguiti ed anche la mortalità è più bassa, perché rispetto all'anno scorso abbiamo una mortalità più alta dell'1%, mentre a marzo era al +30% - ha dichiarato Zaia - Però abbiamo gli ospedali più pieni. E quindi il distanziamento fisico è strategico perché un letto d'ospedale occupato da un paziente Covid mette in discussione un servizio ad altri pazienti».

Il presidente Zaia ha poi riferito che oggi e domani, insieme ai rappresentanti delle altre Regioni, incontrerà il Governo per trovare un accordo per il dpcm che dovrebbe essere presentato alla fine di questa settimana. Ed in questa settimana ci sarà comunque la possibilità di un cambio di zona per il Veneto, che attualmente è in zona gialla e quindi con il minor numero di restrizioni «ma se non evitiamo gli assembramenti - ha spiegato il presidente regionale - l'indice di contagio si alzerà e rischiamo di passare in zona arancione o rossa».

Infine, ad una precisa domanda sui ricoveri dei pazienti Covid nella provincia di Verona, Zaia ha risposto: «A Verona stanno impiegando bene i posti degli ospedali di comunità. Le terapie intensive sono in saturazione ma continueremo ad aprirne perché Verona continui a prendersi carico di pazienti di terapia intensiva. Ed è alto il carico dei pazienti anche in area non critica».

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