Covid e dpcm, le richieste di Zaia al Governo: «Si valutino i test fai da te»

Il presidente del Veneto ha chiesto anche un parere ufficiale del comitato tecnico-scientifico sulla riapertura delle scuole. E sui vaccini ha proposto di somministrare una sola dose a chi è già guarito da Covid-19

 

Anche oggi, 25 febbraio, il presidente del Veneto Luca Zaia ha dato appuntamento alle 12.30 per informare i cittadini sull'andamento dell'emergenza coronavirus nel territorio regionale. Insieme a lui l'assessore alla sanità Manuela Lanzarin.

L'incontro è iniziato in ritardo per le diverse videoconferenze a cui Zaia ha partecipato questa mattina, in particolare quella con gli altri governatori e con i rappresentanti del Governo per la stesura del dpcm di marzo. Ma prima di riferire gli argomenti trattati in queste riunioni, il presidente del Veneto ha letto e commentato i dati del bollettino Covid delle 8 di questa mattina. «Nelle ultime 24 ore, il 2,75% dei test eseguiti ha avuto esito positivo, quindi l'incidenza è bassa, anche se in aumento rispetto ai giorni scorsi - ha detto - Mentre, dall'inizio dell'anno, i ricoveri dei pazienti Covid sono saliti solo in una giornata, altrimenti sono sempre calati. Vedremo fino a quando continueranno a scendere. E l'indice di trasmissione del virus (Rt), che era sceso sotto 0,6, adesso è intorno a 0,91. La nostra situazione è dunque buona, anche se stanno suonando piccoli campanelli d'allarme, in linea con quello che sta accadendo a livello nazionale. Quindi la preoccupazione c'è, perché non dobbiamo creare ulteriore pressione ospedaliera. E poi perché con questi parametri si fa presto ad uscire dalla zona gialla per entrare in quella arancione, che vorrebbe dire più chiusure e restrizioni».

Durante la riunione con il Governo, poi, Zaia ha presentato queste richieste: «Ho chiesto che eventuali limitazioni specifiche per i singoli territori siano prese dagli enti territoriali d'intesa con il Ministero della Salute. E ho chiesto ufficialmente che il comitato tecnico-scientifico si esprima formalmente e pubblicamente sull'apertura delle scuole, perché è giusto che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Inoltre, ho chiesto che si torni a fare una campagna di comunicazione, di informazione e di coinvolgimento dei cittadini. Vorrei, poi, almeno una circolare in cui si spiega perché bisogna somministrare due dosi di vaccino e non una soltanto a coloro che sono guariti da Covid-19 e che quindi hanno già sviluppato una copertura anticorpale. In questo modo, si risparmierebbero molte dosi da somministrare a coloro che non hanno difese contro il virus. E sempre sui vaccini, ho chiesto di valutare se non sia più conveniente somministrare almeno la prima dose ad un gran numero di cittadini, facendo slittare il richiamo. Infine, ho chiesto al Governo di valutare anche l'utilizzo dei tamponi fai da te».

E tra le sue comunicazioni, il presidente del Veneto ha riferito di uno studio sulla variante inglese del coronavirus. Secondo questo studio, questa mutazione sarebbe più contagiosa perché ha un'infettività più lunga di circa cinque giorni.

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