Covid, Zaia chiede per i guariti una sola dose di vaccino. «E non chiudo le scuole»

Questa mattina era circolata la notizia di un'ordinanza del presidente del Veneto sulla sospensione della didattica in presenza. «È una bufala»

 

Questa mattina, 24 febbraio, all'aggiornamento sull'emergenza Covid-19 in Veneto, tenuto dal presidente della Regione Luca Zaia, hanno partecipato anche l'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin, la direttrice dell'ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo ed il dottor Michele Tonon del dipartimento sanitario di prevenzione della Regione Veneto.

Palumbo e Tonon hanno parlato di coronavirus e scuola, ma come da prassi anche l'incontro di oggi è stato aperto dalla lettura del bollettino Covid regionale da parte del presidente Zaia. «Nelle ultime 24 ore abbiamo trovato 895 positivi con quasi 40mila tamponi, quindi l'incidenza è ancora bassa: 2,24% - ha commentato il presidente regionale - Il numero dei pazienti Covid negli ospedali è tornato a calare, ma questo non significa che non ci siano più prese in carico. Significa che le dimissioni sono state maggiori delle prese in carico».

Luca Zaia ha poi definito cruciali i prossimi giorni per la stesura del dpcm, ovvero il provvedimento del Governo che conterrà le misure anti-Covid in vigore dal prossimo 5 marzo. «Il cambio di passo rispetto al precedente Governo già si vede perché l'intenzione è quella di confrontarsi con le Regioni e non di sottoporre ai governatori il testo del dpcm poche ore prima della sua pubblicazione - ha detto Zaia - Le nostre posizioni sono chiare: il comitato tecnico-scientifico deve diventare la realtà scientifica di riferimento a livello nazionale e in grado di parlare con una sola voce; chiediamo poi che le restrizioni decise dalle singole regioni abbiano sempre una validazione scientifica ed un'intesa con il Ministero della salute; di conseguenza, ogni limitazione deve essere sempre ristorata e deve essere sostenuta da un principio che valga per tutti, perché non si capisce perché alcune attività possono restare aperte ed altre no».

Sui vaccini anti-Covid, Zaia è sempre amareggiato per la loro scarsità ed ha chiesto al premier Draghi di attivarsi per aumentare le forniture. E visto che le dosi a disposizione non sono ancora tante, il presidente del Veneto ha suggerito di non fare il richiamo ma di fare una sola somministrazione ai cittadini che sono già guariti dal Covid, perché comunque il loro corpo ha già sviluppato una risposta anticorpale al virus. «Dall'inizio dell'emergenza abbiamo avuto circa 328mila veneti contagiati - ha spiegato Zaia - Se l'indicazione fosse di fare una sola somministrazione e non due come stiamo facendo adesso risparmieremmo 328mila dosi».

Dopo Zaia, il microfono è passato al dottor Tonon, il quale all'interno della Regione si sta occupando del difficile compito di trovare le soluzioni per garantire la salute di chi entra negli edifici scolastici e al tempo stesso ridurre gradualmente la didattica a distanza. «Dal 7 gennaio al 23 febbraio, nelle scuole del Veneto sono stati scoperti 1.421 soggetti positivi al coronavirus, ma la situazione è continuamente sotto controllo con dati raccolti in tempo reale ed inseriti nei nostri sistemi di monitoraggio - ha dichiarato Tonon - Il 22% di casi positivi sono stati scoperti nelle scuole dell'infanzia, il 33,7% nelle scuole primarie, il 23,2% nelle secondarie di primo grado ed il 14,2% nelle secondarie di secondo grado. La percentuale delle scuole superiori è più bassa perché a gennaio sono rimaste chiuse».

E al termine della conferenza è intervenuto nuovamente il presidente Zaia per smentire la notizia che lui avrebbe firmato un'ordinanza per la chiusura delle scuole. «È una bufala».

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