Coronavirus, Zaia: «Criticità nelle terapie intensive solo nel Veronese»

Il presidente del Veneto ha aggiornato sull'emergenza Covid, confermando che la situazione è sotto controllo e di sostanziale tenuta del sistema sanitario

 

«Sul fronte delle terapie intensive il sistema sanitario veneto sostanzialmente tiene, con qualche criticità nel Veronese». Lo ha dichiarato oggi, 20 novembre, il presidente della Regione Luca Zaia nel fornire un quadro della situazione sull'emergenza Covid. Anche questa mattina, i dati del bollettino hanno confermato che i pazienti Covid crescono, ma la loro pressione si sente meno nelle terapie intensive rispetto all'ondata di contagi della primavera scorsa. E proprio a causa dei ricoveri in area non critica, la provincia di Verona è entrata nella Fascia 5, quella di massima allerta secondo il piano predisposto dalla Regione. Ciò nonostante, Zaia ha voluto sottolineare che il sistema sta tenendo. «Che vuol dire non solo gestione dei pazienti Covid - ha specificato il presidente regionale - ma anche gestione parallela di quei circa 8mila pazienti non Covid».

La situazione descritta da Zaia, dunque, non mostra peggioramenti rispetto alla settimana scorsa, quando il Governo decise di mantenere in zona gialla il Veneto, confermando quindi il regime minimo di prescrizioni previsto dalle norme anti-contagio. E se non ci sono stati peggioramenti, l'auspicio è quello che anche oggi il Veneto sia classificato ancora come zona gialla.

Infine, il presidente ha citato alcuni dati sul coinvolgimento dei medici di base nello svolgimento dei tamponi tra i cittadini. «Su 3.007 medici di medicina generale del Veneto, 1.618 stanno facendo tamponi. Sono quasi il 59% ed ogni giorno fanno 2.319 tamponi. E di questo li ringrazio», ha dichiarato Zaia.

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