Coronavirus, Zaia: «Il rispetto delle vittime passa dal rispetto delle regole»

Nella giornata nazionale in memoria delle vittime di Covid-19, il presidente del Veneto ha espresso un pensiero ed ha riservato un minuto di silenzio prima di fornire gli ultimi aggiornamenti sull'emergenza

 

Nuovi aggiornamenti sull'emergenza coronavirus sono stati comunicati questa mattina, 18 marzo, dal presidente della Regione Luca Zaia, accompagnato dall'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin, dal direttore della sanità veneta Luciano Flor e da Francesca Russo, dottoressa che dirige l'area della prevenzione in Regione Veneto.

In realtà, il presidente del Veneto ha fatto solo un breve intervento iniziale ricordando che oggi è la prima giornata nazionale in memoria delle vittime di Covid-19. «Io voglio solo ricordare tutte le persone che hanno perso la vita - ha detto Zaia - La nostra regione è stata toccata duramente dalla pandemia, con più di 10mila morti. La tragedia l'abbiamo vissuta da vicino. L'età media delle vittime è di circa 81 anni e quindi se n'è andata una parte di Veneto che ha fatto grande questa regione. Purtroppo il bilancio non è ancora chiuso. Ricordiamo queste vittime con un pensiero, ma anche con l'impegno quotidiano in modo tale da poter uscire velocemente da questa emergenza. Ognuno di noi può ricordare le vittime di Covid-19 rispettando le regole, perché così si limita l'infezione».

Dopo il minuto di silenzio, Zaia ha dovuto partecipare ad un'altra riunione e quindi il bollettino delle 8 di questa mattina è stato letto dall'assessore Lanzarin. «I test positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore sono stati 1.761 e rappresentano il 4,17% dei 42.222 tamponi eseguiti nello stesso arco di tempo - ha illustrato l'assessore - I pazienti Covid in terapia intensiva sono 211 e si aggiungono ai 293 pazienti non Covid. Quindi attualmente i posti letto occupati nelle terapie intensive Veneto sono 504».

L'assessore Lanzarin ha poi introdotto i provvedimenti descritti nel dettaglio dalla dottoressa Russo: il nuovo piano di sanità pubblica ed il nuovo piano vaccinale. «Il piano vaccinale è calato dal piano nazionale ed introduce il cambio di strategia - ha spiegato Manuela Lanzarin - Non si tiene più conto dei servizi essenziali, ma i due criteri per la vaccinazione futura saranno i pazienti "super-fragili" e le classi di età, ovviamente dai più anziani a scendere».

Il nuovo piano di sanità pubblica è stato così riassunto dalla dottoressa Russo: «Uno degli obiettivi è una migliore individuazione delle varianti, quindi abbiamo modificato i test, introducendo dei test di laboratorio che sono più brevi dei tamponi molecolari e permettono di rilevare subito se il virus presenta varianti. Per precauzione, abbiamo poi aumentato a 14 giorni il tempo della quarantena. Il tracciamento dei contatti diventa più largo, perché si controlleranno anche i contatti occasionali dei soggetti positivi. Finché non avremmo raggiunto una buona quota di soggetti vaccinati, continueremo periodicamente a controllare gli operatori sanitari. Ed anche per gli operatori sanitari vaccinati potrà scattare la quarantena, in caso di contatto stretto con un positivo».

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